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Tempi duri per il poker live

 


Quando la popolarità del poker live con il Texas hold’em è aumentata, il numero dei circoli attivi sul territorio nazionale è vorticosamente salito a oltre 2000, ma dopo il 2009 c’è stato un drastico calo fino ad arrivare a poco più di 700 circoli attivi.

Ma cosa ha causato un così drastico crollo nella chiusura di moltissimi circoli?


Purtroppo per i tantissimi fun del poker live, nel Settembre del 2009, l’allora Ministro degli interni Roberto Maroni esortava tutte le questure Italiane ad applicare pedissequamente l’art. 24 della legge Comunitaria n.88/09 (riformata nel 2011 da Tremonti), tale normativa infatti affida la disciplina puntuale del così detto Poker Sportivo non a Distanza che dovrebbe stabilire le regole precise per il loro svolgimento.

Nonostante la Cassazione abbia emesso sentenze favorevoli, molte poker rooms nel 2013 sono state costrette a chiudere, di fatto infatti non essendoci ancora un governo politico, non esiste di conseguenza un disegno politico in merito al poker sportivo dal vivo, subendo così da parte dei mass media una notevole pressione.
Da parte sua i giocatori delle poker rooms invocano il governo affinchè venga emanato un disegno di legge che disciplini il poker sportivo.

L’esistenza dell’art. 24 della legge Comunitaria n.88/09 con le sue numerose lacune, permette comunque di dar vita ai tornei di poker ma alle condizioni dettate dal Consiglio di Stato (parere n. 3237 del 22 ottobre 2008) vale a dire:

  • importo per l’iscrizione al torneo non superiore a 30€
  • il torneo deve essere freeze-out, vale a dire che il giocatore non ha la possibilità di rientrare in gioco
  • nessun premio in denaro
  • non possono essere organizzati più tornei nella stessa giornata e nella stessa località

Quindi per poter organizzare un torneo fuori dai quattro casinò italiani di Sanremo, Saint’Vincent, Venezia e Campione, bisogna avere una licenza che però gli imprenditori non riescono ad ottenere. L’assurdità sta nel fatto che esiste la legge ma manca il regolamento attuativo.

Giornalmente le cronache locali e nazionali annunciano la chiusura e il sequestro di circoli e poker rooms non regolamentate, si ipotizza l’abrogazione della legge, ma con un governo che ancora non si è formato, è difficile poter affrontare una volta per tutte la problematica legata ai tornei e alle poker rooms.

 
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