IL GIOCO PUO' CAUSARE DIPENDENZA - IL GIOCO E' VIETATO AI MINORI DI ANNI 18 - INFORMAZIONI SULLE PROBABILITA' DI VINCITA SONO SU aams

mani da giocare al pre-flop – Sit and go microlimiti – part 4

Dopo aver abbondantemente introdotto i concetti basilari di una strategia per i Sit and Go Microlimiti, in questo post ci occuperemo di elencare in modo dettagliato le mani da giocare al preflop, e le decisioni da prendere durante la mano.

Si tratta di un elenco indicativo che se seguito attentamente, con l’acquisizione di una certa esperienza, l’intuito e la comprensione di alcune sfumature di gioco, vi aiuterà a migliorare sensibilmente i vostri risultati.

Mani pre-flop primi livelli
  • posizione iniziale o Early position

Nelle prime tre posizioni al tavolo (Utg, Utg + 1, Utg +2)

Si rilancia 3,5 volte il grande buio con AK, JJ, QQ, KK, AA, si aumenta di una volta per ogni avversario che entra nella mano. Aumentate il rilancio se il tavolo è eccessivamente loose e si rischia che più di un avversario decida di callare.

Le rimanenti mani si foldano, compreso AQ, AJ. Sembrano delle mani forti, ma da posizione iniziale nascondono sempre delle insidie.
Le coppie da 10-10 a scendere sono troppo pericolose, se si rilancia si deve sempre sperare che tutto il resto dei giocatori al tavolo passi.
Se qualcuno rilancia o decide di callare, al flop rischiamo di perdere troppe chips.

Se un giocatore rilancia prima di noi, si fa re-raise o si va all-in se il rilancio avversario supera un terzo del nostro stack.

  • Posizione centrale al tavolo, middle position

Si rilancia di 3,5 volte il piatto sempre con AK, AA, KK, QQ, JJ, si aggiunge 10-10 e AQs
Si aumenta di una volta il grande buio per ogni giocatore entrato nella mano.

Se un avversario ha rilanciato si fa re-raise, valgono le stesse considerazioni per la posizione iniziale. Con AQ e 10-10 si può decidere di callare.
Se due o più giocatori rilanciano, si va online con AA, KK e si folda con il resto.

  • Posizione finale o Late Position

La posizione del bottone e quella dell’avversario subito prima, si definisce finale.
Giocate allo stesso modo di middle position ma rilanciate anche con 99

Se tutti hanno foldato prima, si fa un mini raise (2,5 – 3) con piccole coppie come 66 – 77 – 88 e con AJ sia suited che off-suited.

  • Piccolo e grande buio

Si rilancia con AK, e coppie da JJ+
Senza raise precedenti e con un solo call, si può decidere di raisare anche con 99, 10-10 e AQ.

  • re-raise al nostro raise

Se il nostro raise viene reraisato, si va all-in con AA, KK e QQ, AK e JJ solo se il re-raise non proviene da early position.

Se più di un giocatore rilancia dopo di noi, si va direttamente all-in con AA, KK, volendo anche con QQ (ma è molto rischioso), tutto il resto si passa.

Se un avversario corto (ad esempio 600-800) va all-in, si può decidere di callare anche con AQ e 10-10.

  • Quando fare call

Se siete i primi a dover callare, non fatelo, o si folda o si rilancia.
Se altri giocatori sono già entrati in gioco e nessuno ha rilanciato, si può decidere di callare con mani 78, 89, 910, 10J suited, Q10 a salire, K10 a salire, A10, AJ
Continua con
Giocare al flop e in bolla

Sit and go microlimiti strategia – Il flop – part 3

L’articolo è suddiviso in diverse parti, è consigliabile iniziare la lettura dall’inizio:

Strategia Sit and go Introduzione

Strategia flop

Con questo post indichiamo in linea generale quella che è la strategia da portare avanti al flop.
Con il post successivo tratteremo invece in maniera specifica quelle che sono le mani da giocare, sia al flop che al pre-flp.

Ricordo nuovamente che l’obiettivo di questa strategia è di non rischiare nulla o quasi nei primi livelli, quando i bui sono bassi e si ha poca convenienza ad entrare nella maggior parte dei piatti.

Quando i bui saranno diventati più consistenti e i primi avversari usciti fuori dai giochi, si dovrà essere molto aggressivi e si dovranno sfruttare i punti deboli degli avversari.

Capita sovente che ai microlimiti giochino avversari per la maggior parte mediocri e con poca esperienza; dovrete fare leva su questo per costruire il vostro stack.

La maggior parte dei flop dovranno essere giocati in modo molto aggressivo, che potrebbe sembrare troppo aggressivo se non fosse che si sta giocando un tavolo microlimite.

Ad esempio con AQ, stack 1400, piatto 400 e flop QJ4 non è scorretto rilanciare 700-800 o andare amche all-in.
Verrete spesso callati non solo da chi ha un progetto di scala o di colore, da chi ha una coppia come A4, ma anche da avversari che mostrano ad esempio A5.

Alcune volte le vostre mani verranno scoppiate da un progetto legato, o da qualche strana combinazione che regala all’avversario una vittoria insperata, ma nella maggior parte delle volte guadagnerete tantissime chips e nel lungo periodo questo porterà profitti.

Attenzione a non bluffare se dall’altra parte trovate avversari che neanche morti passano la mano, sfruttate tale situazione con un buon punto in mano.
Puntare sempre se in posizione, anche con nulla in mano, quando l’avversario fa check al flop e poi nuovamente al turn, ma passare se dopo la nostra puntata fa un raise.
Continua con giocare al pre-flop

Come affrontare Sit and Go microlimiti – Il pre -flop – part 2

L’argomento è diviso in più parti – Vai all’inizio del post

Come affrontare il pre – flop

Il pre – flop è la fase iniziale di una mano di poker, esso va ben giocato per creare solide fondamenta su cui far poggiare la propria azione di gioco: Rilanciare a chi ha rilanciato in precedenza, è ben diverso di fare un semplice call.
Allo stesso modo, vedere un all-in è cosa ben diversa dal fare un all-in.

Più si è aggressivi, e più s’intimorisce l’avversario e lo si mette in condizioni di prendere scelte difficili. Andare all-in significa lasciare una scelta difficile ai giocatori che seguono. Fare call su un all-in precedente, significa aver preso una scelta difficile.

E’ sempre meglio lasciare le scelte scomode agli avversari.

Tuttavia, nei primi livelli di gioco, quando i bui sono bassi, è controproducente giocare aperti ed essere aggressivi con mani marginali.
E’ più conveniente essere molto chiusi: Una chip persa all’inizio costa di più di una chip persa a torneo avanzato, come del resto una chip vinta nei primi livelli ha un valore inferiore di una chip vinta quando i bui sono ad esempio 200/400

Detto ciò, all’inizio di ogni torneo, tutte le mani marginali e mediocri si scartano da qualsiasi posizione. Giocate solo Monster Hand, cioè solo mani di notevole valore, niente Ax o coppiette.
Approfittate della vostra scarsa presenza al tavolo per studiare ed analizzare il gioco degli avversari.
Un giocatore che rilancia da prima posizione e poi mostra Ax si etichetta da solo. Individuate dunque quelli che sono i giocatori da tenere sotto controllo, e quelli che sono i giocatori desiderosi di regalare chip.

Mano a mano che i giocatori escono e diminuiscono in numero, 9 – 8 -5 … si dovrà entrare in gioco più spesso.

Quando si rimane in 5-6 giocatori, o in 4 (tavolo da 6) e i bui sono alti, o si rilancia o si passa. Niente call! Si va all-in se lo stack è di circa 10 volte o meno il grande buio.

Capire quando andare all-in è fondamentale per ottenere profitti dai SnG micro.
Mi raccomando, la regola è di andare all-in e non di chiamare l’all-in (tranne le ipotesi in cui avete AA, KK, QQ, AK).

Strategia al flop

Strategia Sit and go microlimiti – introduzione – part 1

Premesse

La strategia che segue viene articolata in più post e consiste in una rielaborazione di un file scovato online.

Strategia per Sit and go con microlimiti

I SnG sono una tipologia di gioco che differisce enormemente dal cash game e quindi vanno affrontati in un certo modo, d’altronde, i microlimiti possono essere considerati come una subcategoria che presenta alcune peculiarità:

I microlimiti attirano in prevalenza giocatori principianti grazie ai piccoli buy-in, giocatori nuovi che non primeggiano certo per esperienza o per particolari conoscenze. Difficilmente si trovano ai tavoli grandi giocatori o dei bravi regolari.
In prevalenza giocano per divertimento, per provare il poker Texano, oppure muovono i primi passi con l’obiettivo di passare successivamente ai livelli superiori.

Si tratta di giocatori spesso generosi, sono capaci di regalare chip anche quando pure un asino avrebbe capito che era giunto il momento di passare. Giocano spesso loose ed in un modo aggressivo strampalato, forse cercando di emulare qualche grande campione. Mancano delle basi minime, e giocano mani fuori posizione come se fossero in posizione.

Ecco perché giocare un Sit and Go con buy-in da 20 euro e più, e giocare un Sit con Buy-in da un solo euro, non è certo la stessa cosa.

Non si può pensare di affrontare un Microlimite con gli stessi strumenti utilizzati per i livelli superiori, dove gli avversari sono in grado di leggere ed analizzare il gioco e le mani, conoscono la posizione ed applicano rodate strategie, rispettano alcune puntate, calcolano probabilità, odds e pot odds, e giocano per denaro!.

I microlimiti devono essere giocati in maniera standardizzata e sistemica. Questo significa che in situazioni identiche si agisce sempre allo stesso modo, ma difficilmente si verrà letti!
Adottare una strategia adeguata è essenziale per prevalere su avversari pesci, ma a volte imprevedibili.

Imparare questa o altre strategie, acquisire le conoscenze essenziali e basilari innalzerà sicuramente il vostro livello di gioco, ma per diventare bravi e vincenti giocatori di Poker questo non basta.
E’ fondamentale fare esperienza, costruire uno proprio stile e acquisire e fare proprie quelle sfumature che nessun articolo, tecnica, consiglio, strategia potrà mai darvi. Il tempo saprà dirvi.
Dopo 1000-2000 SnG potete già valutare i vostri risultati.

Come affrontare il pre – flop

Poker Texas hold'em evitare le mani dominate

Le due carte coperte consegnate dal dealer a tutti i giocatori seduti al tavolo si definiscono starting hand, ovvero mani di partenza.

Qualsiasi mano di partenza può essere giocata con successo e non esiste nessun obbligo in tal senso, tuttavia non tutte dovrebbero essere giocate.
Un giocatore che entra in gioco nella maggior parte delle mani, si definisce loose. Quando un giocatore loose è anche poco aggressivo diventa una delle tipologie di giocatori più facile da battere in assoluto.

Di contro, il gioco loose ma aggressivo è difficilissimo da contrastare, ma solo pochi e bravissimi giocatori di esperienza sono in grado di metterlo in pratica con profitto.
Tutti gli altri sarebbero solo capaci di perdere enormi somme di denaro.

Sulla considerazione di quanto detto, la maggior parte dei giocatori di poker adottano lo stile chiuso ed aggressivo (giocare poche ma buone mani in modo aggressivo), uno stile anche questo difficile da contrastare, sicuramente più standardizzato e leggibile del loose aggressivo, ma meno rischioso e dispendioso sia dal punto di vista economico che psicologico.

Giocare chiuso significa quindi giocare solo buone carte e capire quando non conviene entrare in un piatto, evitando in tal modo di dover affrontare situazioni scomode. La posizione al tavolo da gioco è sempre da tenere in considerazione, soprattutto per evitare di giocare mani facilmente dominate.

Una mano si definisce dominata quando parte con notevole svantaggio, e nella maggior parte dei casi non vincerà mai il piatto.

Facciamo un esempio concreto: La mano QJ viene da molti sopravvalutata, anche se è facilmente dominabile.
Se a seguito di un raise consistente decidiamo di vedere con QJ, in molti casi ci troveremo a dover affrontare mani come AK, AQ, AJ
Ma mentre contro AK abbiamo ancora un 40% di probabilità di aggiudicarci il piatto, perché nè la Q nè il J sono posseduti dall’avversario, contro AJ – AQ siamo quasi spacciati.

Se ci scontriamo contro AQ – AJ, la nostra mano è dominata!

Contro AQ l’unica ancora di salvezza è il J (e ce ne sono solo altri 3 nel mazzo).
Qualsiasi carta al di fuori dei J lascia in vantaggio sempre l’avversario. Una Q ci migliorerebbe, ma questo vale anche per l’avversario che con A come kicker avrebbe la meglio.
La forza di una mano aumenta o diminuisce in base alla posizione al tavolo. Rilanciare con QJ dal Bottone (mazziere) se nessuno è ancora entrato in gioco è quasi doveroso. Ma fare call con QJ ad un rase seguito da un rerase, oppure rilanciare dalla prima posizione quando ancora devono parlare altri 9 giocatori, è da pesci!!!

Una mano dominata è altamente pericolosa.
riproponiamo l’esempio QJ vs AQ
Un flop di questo tipo Q -7- 2 rischia di far perdere tutto il proprio stack!

Difficilmente molti giocatori in questa circostanza riuscirebbero a passare, e altrettanto difficilmente sarebbero in grado di limitare le perdite.

Come vincere al poker – Teoria di Sklanksy

Ogni qual volta che giochi una mano in maniera diversa rispetto a come avresti giocato se avessi visto tutte le carte degli avversari, questi guadagnano.

(David Sklanksy – Theory of Poker)

Questo è uno dei teoremi fondamentali del poker formulato da David Sklanksy, studioso matematico e pokerista professionista che ha applicato le sue abilità al gioco del poker.

Ma come è giunto a questa risposta?

Lo studioso, ha teorizzato una ipotetica partita a carte scoperte tra due giocatori.
Come si evince dal libro Theory of Poker (Teoria del poker), se i giocatori giocano con le carte scoperte sul tavolo, entrambi conosceranno la mano dell’avversario e di conseguenza saranno capaci di calcolare con esattezza tutte le probabilità e di prendere sempre le scelte migliori (o di giocare nel modo ideale).

Tutti i giocatori sanno che è solo nel lungo periodo che le scelte corrette producono un profitto, Sklansky sostiene quindi che se nel lungo termine ci si avvicina al modo ideale di giocare, ovvero se è l’avversario ad allontanarsi dal modo ideale, si vince.

Viceversa, se siamo noi a commettere degli errori e ci allontaniamo dalle giocate ideali, nel lungo periodo saranno gli avversari a guadagnare e noi a perdere.

Sintetizzando, la nostra vincita è determinata dagli errori degli avversari. La vincita degli avversari è determinata invece dai nostri errori.

Anche se a Sklansky è stato criticato di non essere mai diventato un grande giocatore, tuttavia nulla toglie che questo sia uno dei principali teoremi del poker, chiamato appunto “Fundamental Theorem of Poker”.

Nel poker quindi, i profitti si ottengono giocando in maniera corretta e sfruttando gli errori avversari.
Tutto questo si deve accompagnare a tre corollari fondamentali

Gioca aggressivamente
Gioca solo mani forti
Gioca in posizione

Giocare Aggressivi

Giocare aggressivi non significa puntare o rilanciare senza una logica o senza nulla in mano, bisogna giocare poche mani, ma quando si decide di entrare in gioco è meglio farlo in modo aggressivo.
Ma attenzione! Se cogliete che gli avversari sono più forti di noi, non esitate a passare.

Nel Texas Hold’em i giocatori passivi, che fanno solo call, che hanno paura a fare un raise quando è giusto che sia, sono destinati a perdere e ad essere sopraffatti.
Essere aggressivi intimorisce gli avversari, li mette spesso sotto pressione ed in condizione di prendere scelte difficili.
Più ogni loro scelta diventerà difficile, più tenderanno a commettere errori, e come abbiamo già avuto modo di vedere i loro errori sono per noi un guadagno.

Di contro, e per la stessa logica, se eviti di intrufolarti in mani complicate e difficili, ti risparmierai di prendere decisioni sotto pressione e commetterai meno errori. Ecco perché mani come 7-2 piuttosto che Q-4 vanno scartate immediatamente senza neanche pensarci sopra.

Giocare solo mani forti

Giocare solo mani forti, si traduce nell’essere un giocatore Tight, il che significa non giocare qualsiasi cosa che passa per le mani. La coppia d’Assi è senz’altro la migliore mano iniziale e tutti sanno che non può mai essere passata.

Ma altre mani come A-10 o Q-10, non sono così forti come possono sembrare, molto spesso ci illudono di avere la mano più forte, e si finisce per perdere tante chips.

Prendete ad esempio A-10, un flop con 10-J-5, può sembrare un buon flop, ma basta che un avversario abbia carte come J-4 oppure 8-9, per avere ottime possibilità di vincere il piatto.

Dopo il flop, se l’avversario mostra di essere più forte, passare, è l’azione che molto spesso ci farà risparmiare tante chips.

Giocare in posizione

Giocare fuori posizione è sicuramente l’errore più grossolano commesso dai giocatori inesperti.
La posizione è un concetto che determina il posto in cui si gioca la mano rispetto ai nostri avversari.

Se gli avversari devono agire prima di noi, questo significa che abbiamo posizione su di loro, cioè abbiamo il vantaggio di poter osservare le loro mosse prima del nostro turno. Più avversari agiscono prima di noi, e più informazioni abbiamo a disposizione per decidere cosa fare.

Per maggiori informazioni sulla posizione:

La posizione nel poker
L’importanza della posizione nel poker

Calcolare Odds outs e pot odds

Con Out si intendono quelle carte comuni che distribuite nel corso della singola partita di gioco, sono in grado di migliorare la mano.

1. Ad esempio:

Le nostre carte: 5 fiori 6 fiori
Al flop: 7 fiori 8 picche K quadri

La mano si migliora (e diventa molto probabilmente vincente) se il progetto di scala bilaterale viene completato, quindi con i 4 e i con i 9.

Tutti i 4 e tutti i 9 sono gli out della mano. Qual’è il numero di out che migliorano la nostra mano?
Molto semplice, sono 8, i quattro 4 (quadri, cuori, fiori, picche) e quattro carte con i 9 (quadri, cuori, fiori, picche).

2. Altro esempio

Le nostre carte: 5 fiori 6 fiori
Al flop: 7 fiori 8 fiori K quadri

Adesso il nostro punteggio viene migliorato non solo con gli out che permettono di legare la scala, ma anche con gli out che chiudono il colore.
Gli out sono quindi dati dalle 9 carte di fiori rimanenti (13-4=9), + le altre 6 carte, tre 4 e tre 9, con l’esclusione del 4 e del 9 di fiori che sono già inclusi nel calcolo dei 9 out a fiori. Il risultato è: 9+6=15 outs

Odds

Deriva dall’inglese e indica la probabilità che si realizzi un evento.
Le odds nel poker si calcolano in questo modo: Carte del mazzo – carte conosciute – out : out

Riprendendo l’esempio della scala bilaterale: 52 carte del mazzo – 5 ( 2 carte in mano e tre al flop) – 8 out : 8 out, cioè 52-5-8:8 = 39:8 ovvero circa 5:1, il che significa che al turn il progetto di scala bilaterale una volta si chiude e le atre 5 rimane progetto, ovvero si chiude una volta su sei.

Il calcolo delle odds può avvenire anche in questo modo:
Odds = carte non utili : carte utili

Pot odds

Quello che importa ai giocatori di poker non sono solo le odds, ma anche le pot odds, in parole povere, la convenienza a vedere una puntata avversaria!

Pot odds = piatto : puntata da pagare

Ritorniamo all’esempio precedente

Le nostre carte: 5 fiori 6 fiori
Al flop: 7 fiori 8 picche K quadri

Supponiamo di esser rimasti in due con un piatto di 20$
Se l’avversario dovesse puntare 5$ sarebbe conveniente giocare?

Basta confrontare le pot odds con le odds!
Ricordo che la probabilità di chiusura del progetto al turn è di una volta su sei, calcolato sopra come odds 5:1, (la probabilità di chiudere invece il progetto tra il turn ed il river è di circa una su tre), questo significa che ci aggiudichiamo la mano in un caso su sei vincendo 25$ (20$ del piatto e 5$ dell’avversario). Nei 5 casi rimanenti perdiamo i 5$ del call.

Vedere la puntata da 5$, significa che mediamente 5 volte su 6 perdiamo 5$ per un totale di 25$ e una sola volta ne vinciamo 25$. Il nostro guadagno netto sarà pari a zero: perdite (5$x5) – vincite 25$.
Vedere la puntata non porta a nessun profitto nel lungo periodo, ma neanche ad una perdita. Vedere la puntata è indifferente. Le pot odds sono 25$:5$ cioè 5:1

Riproponiamo l’esempio con una puntata differente,
l’avversario punta 2$ per un piatto totale di 22$
Conviene vedere puntando 2$ per rischiare di vincerne 22$?
In questo caso la vincita potenziale sarà di 22$, mentre le perdite medie saranno di 2$x5=10$
La differenza è di 22$-10$=12$ di profitto potenziale atteso nel lungo periodo, conviene quindi vedere la puntata! Le pot odds sono 22$:2$ cioè 11:1

Per semplificare un po’ le cose e capire velocemente se conviene vedere o meno la puntata, la domanda che bisogna porsi è sempre la stessa: Le pot odds sono più alte o più basse delle odds?
Se le pot odds sono maggiori delle odds, vedere la puntata è conveniente, se invece sono più basse risulta non conveniente.

Nel primo esempio le pot odds erano 5:1 e le odds 5:1, infatti, vedere la puntata era indifferente.
Nel secondo esempio le pot odds erano 11:1 e le odds 5:1, le pot odds sono notevolmente superiori, vedere la puntata è conveniente.

Ricordate però che il ragionamento di cui sopra è riferibile al cash game, dove in qualsiasi momento è possibile ricaricare denaro e tornare al tavolo.

Nei tornei, dove le strategie sono diverse perchè non è possibile ritornare in gioco se si perdono tutte le chip, anche se le pot odds fossero favorevoli, potrebbe essere conveniente fare una scelta diversa.

AK la mano più odiata del texas hold'em

Molti giocatori, spinti dall’inesperienza, tendono a sopravvalutare quelle carte che solo potenzialmente conferiscono un vantaggio di gioco.

Prendiamo Ak, questa è forse la mano più sopravvalutata in assoluto, e al tempo stesso la più odiata dai giocatori di poker, perché li mette sempre nelle condizioni di prendere scelte difficili.

Sapevate che AK offsuited (di semi diversi) perdono nel 52% dei casi contro una piccola coppietta di due? Le percentuali non variano di molto se consideriamo AK suited (dello stesso seme).
In realtà AK stanno sempre sotto contro qualsiasi coppia.

Se poi dovessero scontrarsi contro AA perdono rispettivamente nell’ 87% dei casi se suited e nel 92% circa se offsuit. Contro KK non finisce poi così male: Si perde nel 70% con AK offsuit e nel 68% se suited.

Contro i connectors (due carte a seguire ) AK sono avanti, ma non pensiate che stravincano. Per esempio contro carte come 8-9, 9-10, 10-J suited, vincono solo nel 58% dei casi circa, le percentuali di vittoria aumentano se i connectors sono offsuited.

E persino contro 7-2 offsuit, considerata la mano spazzatura per eccellenza, hanno il 67% di probabilità di vittoria, questo vuol dire perdere una volta su tre. Di conseguenza, dopo una o più mani consecutive perse con AK, non iniziate a trovare scuse nel server truccato, o che tutto il poker online è una truffa ecc..

Ma allora perché sono considerate una delle migliori mani di partenza dopo AA?
Perché se ben giocate realizzano delle belle soddisfazioni.

1° esempio
Siamo con AK al preflop, i giocatori prima di noi foldano, forti della nostra mano decidiamo di andare All-in, l’avversario successivo con coppia di 8 decide di vedere. Gli avversari che seguono passano, rimaniamo in 2 a contenderci il piatto.
Al flop salta fuori 5 – Q- J, poi al turn ed al river nessun Asso e K. Abbiamo perso la mano.
Questa è la tipica giocata di un principiante, che non sapendo come comportarsi con AK, decide di andare all-in.

2° esempio
Partiamo con AK al preflop, i giocatori prima di noi decidono di passare, al nostro turno decidiamo di fare un raise 3-4 volte il grande buio. Il giocatore dopo di noi decide di fare call con coppia di 8. Gli avversari che seguono passano, anche in questo caso rimaniamo in 2 a giocarci la mano.
Al flop scende 5-Q-J
Giochiamo fuori posizione, ed iniziamo noi a parlare.
Forti di un rilancio al preflop optiamo per una continuation bet, e puntiamo altre tre volte il piatto.
L’avversario, spaventato dal nostro rilancio preflop, dalla nostra forte puntata al flop e dall’uscita di Q-J che sono due carte più alte dei suoi otto, decide di non rischiare e passare.

Come avrete notato, si tratta di due mani con punteggi identici, ma mentre nella prima ipotesi abbiamo perso, nel secondo caso siamo usciti vincitori.
Questo vi dovrebbe aver fatto capire, che al poker non si vince con le sole carte in mano, ma anche e soprattutto con la capacità di saperle ben giocare.

Come giocare quindi AK?

In generale è bene rilanciare da qualsiasi posizione in modo da sfoltire i partecipanti al tavolo, così da scontrarsi contro pochissimi avversari (meglio uno contro uno) ed avere più probabilità di vittoria. Se dopo un rilancio venite rilanciati a sua volta, potete benissimo pensare di passare se siete nelle primissime fasi del torneo, vedere o andare all-in in fase avanzata.

Se il flop dovesse presentarsi bianco (senza aver combinato nulla), provate una continuation bet, ma se venite chiamati, o se vi fanno re-raise, considerate la possibilità di lasciare. Imparate poi a leggere i vostri avversari. Un giocatore molto chiuso che vi fa un re-raise su un vostro raise, è molto probabile che abbia un punteggio alto.
Un giocatore che entra in tutte le mani e che rilancia da qualsiasi posizione, è sicuramente molto aperto e propenso a bluffare anche con il nulla cosmico (rubo la battuta al grade Luca Pagano) in mano

Come riconoscere un pollo – pesce ai tavoli da Poker

Mi ero già occupato in un post precedete dei polli: Sei tu il pollo o lo squalo.

I polli, o i pesci, nel gioco del poker, sono quei giocatori sia poco esperti, ma soprattutto di livello basso capaci di commettere errori grossolani in qualsiasi momento.

Nel famoso film, Rounders – il giocatore – il protagonista interpretato da Matt Damon afferma: Quando sei seduto ad un tavolo da gioco, se dopo 30 minuti non hai capito ancora chi é il pollo, allora il pollo sei tu! Impariamo quindi a riconoscere i polli e a non essere noi i polli della situazione

Vediamo quindi in che modo é possibile riconoscere i polli.

1) I call Station

I call station sono quei giocatori che fanno sempre call. Hanno solo un progetto di scala ad incastro, e continuano a fare call fino al river. Hanno la coppia più bassa del flop e fanno call. Hanno 2 Assi in mano e nessuno prima di loro ha rilanciato, e loro fanno call.

I call station, di solito sono giocatori inesperti che vengono a vedere qualsiasi puntata con qualsiasi loro mano iniziale. A volte la fortuna li assiste, e con mani come 7-5 sono capaci di scoppiare due Assi, ma sono anche capaci con due Assi iniziali, di fare call fino allo showdown.

2) Mostra le sue carte

Mostrare le carte di per se non significa essere polli, anzi, alcuni giocatori esperti le mostrano in determinate occasioni per crearsi una falsa immagine di giocatore che bluffa. Tuttavia ci sono persone che, anche quando sarebbe opportuno e logico non mostrare nulla, non riescono a trattenersi, e mostrano il loro bluff o la loro mano vincente.

Beh! Il poker è un gioco basato moltissimo sulle informazioni. Regalarle agli avversari ha veramente poco a che fare con la furbizia.

3) Non comprende le giocate

Un pollo non capisce. Non comprende il tuo check-raise, o i tuoi bluff. Non capisce la tua giocata sopraffina. Ha una scala ad incastro al turn e dopo un All-in avversario pensa: Cavolo, non posso passare, se lego la scala vinco. Non capisce che sta rischiando tutte le chip con pochissime percentuali di vittoria. Analizzate quindi ogni mano, e se vi accorgete di questi errori, ecco il pollo.

4) Sbaglia le puntate

Un pollo punta senza tenere conto del piatto o delle sue probabilità di vittoria. Non capisce quando e quanto puntare. Siamo giunti al river, il piatto è diventato abbastanza consistente, ooo chip, e l’avversario punta una cifra irrisoria, per esempio 100. Tu dopo aver investito tantissime chips é praticamente impossibile non vedere quella misera puntata. L’avversario mostra il bluff non riuscito.

Siamo ad un Torneo, nelle fasi iniziali, i bui sono molto bassi, 15/30. Parla il tuo avversario, e per rubare i bui, rilancia andando All-in. Tutti passano e mostra QJ. Credetemi, ci sono giocatori del genere. Lasciando perdere che nelle fasi iniziali non si dovrebbero mai rischiare tutte le proprie chip, ma per rubare 45 chip si va All-in con QJ?

5) Utilizza troppo e male la Chat

Molti giocatori abili non guardano neanche la chat, si concentrano solo ed esclusivamente sui giocatori al tavolo. Più sono concentrati, e più informazioni riescono a carpire. Altri invece la utilizzano come arma per innervosire i giocatori al tavolo. Ma stai pur certo che se qualcuno la utilizza come se fosse facebook ( flirtando con qualche ragazza al tavolo), o lamentandosi di aver perso mani improbabili, non si tratta certo di un buon giocatore.

6) Piace spesso fare All-in

L’All-in é un’arma molto forte, ma va utilizzata nelle giuste occasioni. Siete nelle fasi iniziali di un Sit and Go, i bui sono 10/20, nessuno ha rilanciato e un avversario va All-in, quello é un pollo. I giocatori scarsi non sanno giocare nè al preflop e neanche al flop. Per paura e non sapendo come comportarsi in determinate circostanze vanno All-in.

7) Non conosce la posizione al tavolo

La posizione al tavolo é di vitale importanza per vincere al poker. Alcuni professionisti affermano che conti quanto le stesse carte in mano. Il pollo non sa neanche che esiste il concetto di posizione e punta senza tenerne conto.

In generale, più si é vicini ai bui, e più é necessario avere mani forti per entrare in gioco. Quindi, se vedete che un avversario gioca per esempio 8-10, Q4, K9 nelle prime posizioni con 8-10 giocatori al tavolo, allora senza ombra di dubbio é un pollo.

8) Non sono aggressivi alla fine

Se un pollo ha avuto la fortuna di arrivare fino in fondo, non sa che giocando in pochi bisogna essere molto più aggressivi. Se non rilancia mai, e se fa sempre call, ha solo paura di vincere. Non trovandosi spesso in questa situazione ti accorgerai della tranquillità del gioco e non ti metterà nessuna pressione.

Come giocare i Suited Connectors

Quando si è alle prime armi, solitamente si tende a giocare un poker conservativo, entrando nelle mani solo con le "premium hands", cioè carte molto forti come AA, AQ oppure A-K ecc.

Dopo aver fatto pratica, e aver acquisito le tecniche di base, risulta meno efficace la stessa strategia, si diventa prevedibili, bisogna quindi osare di più ed allargare il proprio range di mani da giocare.

Stiamo parlando di mani come 9-10 suited (cioè dello stesso colore), 8-9 suited ovvero 7-8 e 6-7 suited. Queste, sono le mani preferite di alcuni grandi campioni, grazie alla loro capacità sia di poter dar vita a diverse combinazioni vincenti, sia di procurare tante vincite con piccoli investimenti.

Tuttavia stiamo parlando di carte non facili da giocare.

Le regole che consiglio di seguire sono queste:

1. Numero di giocatori
Giocatele in posizione, e con un buon numero di avversari, infatti, più giocatori giocano, più il piatto diventa grosso, e considerando che non si vince spesso, quando questo accade è importante massimizzare la mano. Bisogna quindi fare un piccolo investimento ogni volta che si vede il flop, e bilanciare le eventuali perdite con quelle poche mani che risulteranno vincenti.
La posizione è importante, perché ci permette di acquisire le informazioni necessarie per fare le giuste scelte.

2. Investi poco

Questo punto si ricollega al precedente: Non investire mai tante chips, non vincerai spesso e quindi il tuo investimento deve essere basso.

3. Il nuts

Quando si chiude il nuts (il punteggio che non può essere battuto in una mano), e ci scontriamo contro avversari che hanno chiuso un buon punto, le probabilità di togliergli tutte le chips sono elevate. Infatti, qualsiasi giocatore, dai principianti ai meno esperti, difficilmente riesce a passare una mano con un punto in mano che ritiene vincente.

4. Gioca con cautela

I Suited Connectors non sono carte facili da giocare e da gestire. Gioca quindi con attenzione.
Purtroppo bisogna saper leggere gli avversari, e dopo che si è sicuri della loro mano si potrà piazzare la giusta scommessa, anche prendendosi i giusti rischi.