IL GIOCO PUO' CAUSARE DIPENDENZA - IL GIOCO E' VIETATO AI MINORI DI ANNI 18 - INFORMAZIONI SULLE PROBABILITA' DI VINCITA SONO SU aams

Come vincere cifre da Record puntando su quote basse

Avete presente quelle giocate a lenzuolino, cioè schede dove si inseriscono 10-12 squadre? Frasi che normalmente si usano per giustificare queste giocate: Ci butto 2€, voglio rischiare solo 3€ alla fine se vinco porto a casa tanti soldini.

Tuttavia, a parte qualche rara eccezione queste sono le migliori giocate per i bookmakers, nel senso che il banco guadagna più soldi con queste giocate che con qualsiasi altra tipologia di giocate.
Se quindi si vuole mettere in difficoltà il banco, questo è solo il miglior modo per farlo arricchire.

Confesso che personalmente ho provato anche io per un periodo di tempo a giocare 8-10 squadre con quote basse, 1,3-1,6, e pur avendo vinto alcune volte,  tirate le somme mi son accorto di quanto ero in perdita.

Adesso vi racconto la storia di un giocatore della Gran Bretagna che ha utilizzato una strategia un po’ singolare.
E’ riuscito per il momento ad indovinare 26 eventi consecutivi, ma non in un’unica giocata, bensì singolarmente. Alla ventiseiesima scommessa ha puntato ben 117.857 sterline sul favorito di una partita di tennis ad una quota di 1.01

Con questa puntata ha guadagnato 1.178 sterline raggiungendo una vincita totale di 160 mila sterline. Lo scommettitore ha intenzione di acquistare casa grazie alla sua attività

Considerazioni

Bisogna avere un po’ di pazzia per puntare quasi 120 mila sterline, oppure non aver problemi di denaro, tuttavia la strategia adottata dallo scommettitore inglese può dare qualche spunto interessante:
Scommettere su singoli eventi con risultato estremamente sicuro.

Si può quindi decidere di destinare un certo capitale (in base alle proprie tasche) alla strategia. Si punta su eventi live  estremamente convenienti, ad esempio sul Milan che gioca contro una squadretta a pochi minuti dalla fine e vince già per 2-0, o soluzioni simili.
Magari all’inizio si scommette su quote attorno all’1,05 – 1,10 e poi su partite sempre più sicure.

Non destinate però l’intero capitale ad una sola scommessa, diversificate il rischio e quindi non puntate più di un 20-30% in una sola volta.

Il sito di scommesse da utilizzare è quello che offre le giocate live su tanti eventi, ovviamente, più alte sono in media le quote e meglio è, soprattutto perché si scommette su quote molto basse e quindi una quota più alta anche di pochissimo farebbe davvero la differenza.

betfair è il sito per eccellenza per questo genere di scommesse (quote sempre più alte, qualsiasi tipo di evento live), ma al momento non accetta più giocatori residenti in Italia. Magari fatevi aiutare da qualche amico che ha residenza estera.

Le diverse tipologie di flop nel poker

Nel poker texas hold’em il flop è una fase di una mano di gioco, in particolar modo quando vengono posizionate le prime tre carti comuni sul tavolo da gioco. La quarta carta comune e la quinta si chiamano rispettivamente tur e river.
I flop non sono tutti uguali, alcuni presentano tante possibilità sia per il giocatore che per gli avversari, altri invece sono molto poveri e non offrono nulla.

La prima categoria di flop si definisce dry, cioè povero.
La seconda categoria si definisce invece drawy, ovvero molto ricco di possibilità

Un flop ricco di progetti a volte è favorevole sia per il giocatore che per gli avversari, quindi può essere anche molto rischioso, soprattutto se sono presenti tanti avversari.
Solitamente nei flop drawy ogni giocatore che ha un buon punto o progetto aggredisce la mano. Il gioco è interessante, le puntate consistenti. Una puntata viene spesso rilanciata, ad un rilancio può tranquillamente seguire un re-raise.

Non è facile dire come comportarsi in questi flop, tutto dipende da molte variabili, consistenza del piatto, numero di avversari, tipo di punto o progetto posseduto, rischiosità del flop, cash game o torneo ….
Di norma, se si possiede un buon punto o progetto bisogna difenderlo ed aggredire sia per sfoltire il numero di avversari, sia per evitare che il turn o il river possa migliorare la mano avversaria.

Se il flop offre tanti progetti, ma la nostra mano non è delle migliori, a seconda del numero elevato di giocatori è quasi sempre conveniente fare check o passare la mano.
Se è presente un solo giocatore si può provare a bluffare ma bisogna passare se l’avversario mostra forza.

Esempio di flop molto ricchi

10 cuori – J picche – Q fiori
10 cuori – J cuori – Q picche
K cuori – 7 cuori – 6 cuori
K picche – Q fiori – 10 picche

Di solito un flop è ricco se presenta

tre carte in sequenza (come nel primo caso),
tre carte in sequenza e due (esempio 2) o tutte e tre di esse sono dello stesso seme
due carte in sequenza e due dello stesso seme (caso 4)
tre carte dello stesso seme (esempio 3)

Un flop povero invece è poco rischioso, anche se può nascondere qualche insidia.
Anche in questo caso non esiste una regola universale da rispettare per scegliere come comportarsi. Può essere sufficiente limitarsi al check o al call, oppure necessario puntare.
Ad esempio, se un giocatore rilancia al preflop, anche se poi il flop si presenta molto povero e con carte basse, aspettatevi sempre una continuation bet. Potrebbe essere sufficiente fare un buon raise per farlo passare.

I Dry flop si presentano con

carte non in sequenza
con carte di semi differenti

Non bisogna però pensare che i flop siano o tutti poveri o tutti ricchi, qualcuno può ad esempio avvicinarsi più ad un dry ma non essere proprio poverissimo, qualche altro viceversa ad un drawy. L’importante è però capirne almeno per sommi casi la differenza.

Se giochi a poker devi sapere quando e perché puntare

Non è sicuramente la scoperta dell’acqua calda, ma nel poker sapere quando, quanto e perché puntare è fondamentale per potersi attendere un rendimento positivo.
Eppure, e di questo chiunque me ne potrebbe dare conferma, i principianti, e forse anche qualcuno che gioca ad alti livelli, non sa quando o perché puntare.

Il motivo del puntare è molto semplice: Ci attendiamo (o almeno proviamo) di poter vincere la mano. Sarebbe infatti assurdo puntare sapendo di non poter vincere, non solo perché non si ha un buon punto, ma anche perché si conosce l’avversario e si sa che l’eventuale bluff non funzionerebbe.

La puntata è un investimento, e gli investimenti devono fruttare.

Uno dei momenti obbligatori per puntare è sicuramente quanto si ha una buona mano di partenza, ad esempio AA, KK, AK …. e ci si trova nella posizione giusta per puntare.
Lo stesso può dirsi anche al fop, turn o river quando si ha (o si pensa di avere) la mano migliore.
Spesso, quando si punta, soprattutto al flop dopo il rilancio pre-flop, l’avversario tende a credere in una nostra continuation-bet pensando appunto ad un nostro bluff.
In realtà si ha la mano migliore, ma l’avversario non lo sa, e basta puntare il giusto per evitare che l’avversario possa scappar via.

A volte quindi, puntare quando si ha una buona mano, fa invece credere all’avversario il contrario. Questo non crederà al nostro punto e sarà disposto ad investire chips sul piatto, soprattutto se al tavolo abbiamo l’immagine di giocatori molto loose (aperti) ed aggressivi.

Certo, si può sempre optare per un check o un call a seconda delle circostanze, ma ciò dipende appunto dalla strategia che si sta attuando.

I progetti

Un investimento delle chips può avvenire anche per un progetto. Un progetto non è nulla di certo, è solo una ipotesi di punto. Può rimanere progetto, come trasformarsi in un buon punto (scala, colore), ed è per questo che la puntata deve essere proporzionata al possibile ricavo dell’investimento. Una puntata eccessiva per un piatto troppo piccolo non è conveniente e a lungo andare porterà solo spiacevoli conseguenze, anche se ad esempio potrebbe andarci bene per un primo periodo.

A tal proposito, per valutare sempre quante chips conviene investire nel piatto, vedere l’argomento su outs e pot odds

Il bluff

Nessun grande campione è in grado di vincere solamente con le buone carte. Se aspettate di aggiudicarvi i piatti solo con i buoni punteggi non sarete mai vincenti.
La soluzione è quindi bluffare. Attenzione però perché il bluff va utilizzato con parsimonia e soprattutto nelle giuste occasioni.

Se cercate di bluffare contro un giocatore che viene sempre a vedere, non lamentatevi se il bluff non vi riesce. O se pensate di bluffare con un piatto molto alto, ma puntando poco, è chiaro che nessun avversario con un minimo di capacità mentali lascerà mai la mano.
Valutate dunque:
Avversari
Puntata da fare
Consistenza del Piatto

Metodo statistico per vincere ai giochi d’abilità

Vincitore

Secondo De Moivre, noto matematico Francese nato nel 1967 e morto a Londra nel 1754, molto conosciuto per la formula di de Moivre, la distribuzione normale, e soprattutto per quello che ci può riguardare in quest’ambito, per le teorie sulla probabilità.

I suoi ragionamenti logici e le sue formule sono applicabili anche ai giochi, ed immediatamente vediamo in che modo.
Senza perderci in calcoli complessi o spiegazioni complicate, considerato un gioco misto, cioè un gioco il cui risultato non è lasciato esclusivamente al caso o all’ abilità del giocatore ma appunto è un mix di tali fattori, come il poker, il ramino o la scala quaranta, se fosse possibile quantificare l’abilità di un giocatore, anche se non è proprio cosa semplice, si potrebbero calcolare le probabilità di vittoria di tutti i giocatori.

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Assi scoppiati, probabilità di perdere la mano

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Una delle cose che più fa Incavolare i giocatori di Poker è sicuramente perdere la mano con coppia d’ Assi

I due Assi assicurano sempre la maggior probabilità di vittoria contro qualsiasi altra mano, ecco perchè sono così amati e desiderati.

Ma avere maggiori possibilità di vittoria non si traduce in vincere tutte le mani, ed ecco che allora non sempre i due Assi fanno il loro dovere ed a volte, in alcune sale da poker forse più spesso che in altre, vengono battuti. In gergo pokeristico vengono Scoppiati.

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Poker – 3 buoni motivi per fare call

Solitamente, il gioco passivo non è mai preferibile ad un gioco spumeggiante ed aggressivo, tuttavia, in alcune circostanze potrebbe essere la migliore soluzione!

Ma perché decidere di fare call piuttosto che aggredire l’avversario, o decidere di foldare e rinunciare a giocare la mano?
Vediamo adesso i 3 motivi che possono indurre il giocatore al call:

1. Pensare di avere la mano migliore

Quando si ha la mano migliore, soprattutto se questa è nuts normalmente si cerca di aumentare il piatto attirando i giocatori con la mano peggiore.

Tuttavia non sempre è possibile adottare la stessa strategia, ad esempio in alcuni casi, quando il flop si mostra pericoloso, pur essendo quasi sicuri di aver la mano migliore, potrebbe essere preferibile puntare forte ed evitare di lasciare la possibilità all’avversario di rimanere in gioco con un piccolo investimento di chips che potrebbe costarci caro in seguito.

In altri casi invece, quando non c’è nessun motivo di far scappare l’avversario, il call è la soluzione migliore.
Se abbiamo coppia di Q, con un flop del tipo Q -7- 2, non corriamo certo chissà quali rischi!
Quindi perché rilanciare o andare all-in? L’avversario potrebbe passare e non mettere nel piatto altre chips.

2. Avere una mano che sta dietro ma con buone possibilità di miglioramento

Ad esempio,
Noi 7-8 fiori
Avversario A-Q
Flop 5 – 9 fiori – A fiori

In questa mano, l’avversario con una top pair è chiaramente avanti, ma la nostra mano non è da buttare, con un fiori si chiude il colore, con un 6 la scala.
L’avversario potrebbe decidere di puntare forte e difendere la mano, oppure poco per indurci al call.

Se l’investimento è piccolo non è una cattiva idea decidere di vedere, soprattutto perché i giocatori s’ innamorano spesso di carte come coppia d’Assi e difficilmente passano la mano. Ci basterebbe chiudere il punto per vincere molte chips. Se invece non raggiungiamo l’obiettivo, poco male, abbiamo fatto un piccolo investimento e nessun rimpianto per l’abbandono del piatto.

3. Fare un Bluff o un semibluff

Il poker non è solo un gioco di fortuna, ma anche e soprattutto di abilità. Essere abile significa vincere con una certa costanza applicando strategie e tecniche di gioco.
Una di questa è il bluff.

Saper bluffare è un’arte, non tutti ne sono capaci, ma a poker non si vince se non si sa bluffare.

Saper bluffare significa soprattutto capire quando puntare o rilanciare pur sapendo che la mano avversaria è migliore della nostra, per far questo è importante essere in grando di leggere gli avversari, magari sfruttando i tells.

Ci sono dei casi in cui sapete di essere dietro, ma sfruttando la situazione favorevole con la giusta puntata, o con il giusto raise o check il piatto potrebbe essere vostro.
Non sempre un bluff funzionerà, ma se verrete scoperti:

1 acquisirete informazioni sull’avversario
2 potrete eventualmente sfruttare l’immagine da bluffatore in seguito

Esempio
Noi 7-8
Avversario AK

L’avversario rilancia da posizione, tutti passano prima e dopo di lui, noi decidiamo di vedere.
Flop 9 – 2 – 3

Continuation bet avversaria, decidiamo di non credere alla puntata e andiamo per il call.

turn 9

L’avversario prova ancora con una puntata, noi ancora call

river 10

l’avversario non molla e punta ancora forte, a questo punto, se i nostri precedenti call sono stati fatti con lo scopo ultimo di un bluff al river, questo è il momento di un forte raise.
In questa occasione non esiste nessuna spiegazione valida per il call avversario che dovrà necessariamente foldare.

come giocare al Flop – bolla Sit and go, micro – part 5

La strategia Sit and Go Microlimiti si divide in 5 parti.
Vai all’introduzione

AL FLOP

Gli avversari che hanno raisato al preflop sono soliti puntare tanto al flop e difendere la propria mano, anche con flop bianco, quindi con una buona coppia, o un altro buon punto gli si re-raisa all-in.

Se invece parliamo prima noi e nessuno ha raisato in precedenza, si punta, anche con flop bianco, se qualcuno calla, al turn si fa check o fold sel a mano non migliora.

Se abbiamo rilanciato pre-flop, al flop si va in continuation bet, se il flop è bianco ed uno o più avversari callano o raise, pronti per un check o fold. Se invece abbiamo legato un buon punto, (coppia ecc…), se uno o più avversari callano, al turn si va all-in, se raisano al flop si va all-in.

Carte come AK, AQ, AJ, KQ … si può tentare una bet al flop se questo è bianco e pronti per check o fold se qualcuno calla o raise. Mi raccomando foldate se non avete legato nulla e qualcuno vi rilancia.

Con AA e KK in mano, o con i set (tris), i colori o le scale al flop, puntare forte, se qualcuno call voi all-in al turn, se qualcuno rilancia al flop, voi subito all-in.

Con JJ-QQ, e flop senza A,K si punta, se qualcuno call, all-in al turn se non sono presenti tre carte dello stesso seme o eventuale scala. Se qualcuno rilancia, all-in direttamente al flop.
Con flop come Axx, si punta, se fanno call, al turn si fa check o fold, se rilanciano fold.

Il gioco in bolla

A questo punto i blinds saranno abbastanza alti per prendere solo 2 decisioni: push/fold
Se in 4 siamo lo stack più piccolo, andate praticamente spesso all-in, e non siate attendisti. Evitare che lo stack si riduca inesorabilmente e si esca senza far nulla aspettando un qualche miracolo.

Se siete terzo stack, non cullatevi in attesa dell’uscita del quarto, all-in dal bottone o dal small blind anche con carte mediocri, all-in con coppie 77+, con Ax, K10+ dalle altre posizioni.

Se siete primo o secondo stack, attenzione a non scontrarsi con altro stack elevato. Miniraise, o direttamente all-in agli stack medi con carte buone o discrete.
Gli stack medi sono spesso attendisti.

Se uno degli avversari è andato all-in, fare call con coppie 77+ o A10, AJ, AQ, AK
Se l’avversario è molto corto, tipo 500-600 chips, potete callare praticamente con tutto.

Coin flip nel poker texas hold'em

Il termine inglese coin flip si traduce letteralmente in "lancio della moneta", ciò fa immediatamente comprendere il concetto anche ai meno esperti.

Supponete appunto il lancio di una moneta, qual’e la probabilità che esce testa, e quella che esce croce?

Hanno le stesse probabilità di sortita, dunque 50 e 50.

Con coin flip si intende appunto una situazione tra due giocatori nella quale entrambi hanno su per giù le stesse probabilità di vittoria.


In genere si parla di coin flip quando preflop un giocatore va all-in e un avversario decide di vedere. Ad esempio AK vs 99, o AQ vs 77 sono dei coin flip.
Si nota difatti che AK ha il 45% di probabilità di vincere contro 99
Se AK è suited le probabilità aumentano di circa due punti, 47%
Ak contro 88 ha sempre il 45% di probabilità, e i valori rimangono simili per tutte le altre coppie. Anche contro coppia di 22, le probabilità che AK prevalgono non è tanto superiore 48%, mentre se suited è quasi il 50%, dunque un quasi perfetto coin flip.

Per generalizzare, si ha un coin flip se un giocatore possiede una coppia e l’avversario due carte non accoppiate ma entrambe di valore superiore. quindi anche KQ vs 22 è un coin flip, come J10 vs 77.

Non si parla di coin flip in casi di questo tipo: AK vs KK, Q10 vs 10-10, KJ vs JJ, in questi casi, il giocatore con la coppia ha molte più probabilità di vittoria sull’avversario.

Infatti, mani come AK contro KK vincono solo nel 30% dei casi, le percentuali aumentano di circa 2-3 punti se suited (stesso seme).

Considerazioni:
Le percentuali in alto spiegano il perchè mani come AK, AQ, AJ, KQ che sembrano tanto forti, in realtà hanno una forza solo potenziale e quindi diviene molto importante saperle giocare.

Inoltre, considerato che nel giocare un coin flip, la fortuna è la componente fondamentale, questo spiega il perchè non è un reato in alcune circostanze passare mani come AK.
Valutare se giocare o foldare un coin flip dipende da tanti fattori.

Ad esempio, nelle prime fasi di un torneo, rischiare di giocare interamente il proprio stack in un coin flip, non è certo la scelta migliore. E’ risaputo infatti che nelle prime fasi, rischi di questo genere devono essere evitati.

In altre situazioni, quando si è corti, o quando i bui salgono alle stelle, bisogna osare di più, e certe mani vanno giocate ad occhi chiusi.

Vincere al poker e la presunzione di essere diventati dei campioni

Tra i tanti giocatori di Poker, c’è chi sostiene che vincere è solo una questione di fortuna, e chi invece (come per esempio i profestionisti) ritiene che la bravura conta più di ogni altra cosa e che la fortuna è solo un fattore marginale che tende ad azzerarsi giocando migliaia di mani.

Io sostengo decisamente la seconda ipotesi anche se gioco più per divertimento che per professione. Il poker è prima di tutto un bel gioco, e per il momento per me rimane tale.

Tuttavia, non bisogna essere necessariamente dei professionisti per accorgersi che il saper giocare influisce più del fattore “culo” nel gioco del poker, come d’altronde non è detto che un professionista sia necessariamente d’accordo con questa tesi.

Alcuni giocatori però, peccando di presunzione, si convincono troppo facilmente di saper giocare, salvo rendersi conto dopo alcune batoste che hanno ancora tanta strada da percorrere.

Uno degli errori più comuni che tanti principianti commettono è quello di diventare presuntuosi, di sentirsi troppo presto più bravi di quello che si è invece nella realtà.
A volte, vincite importanti e prolungate per un certo periodo possono spingerci, forse con troppa leggerezza, a pensare di essere già diventati dei veri e propri campioni.

E’ vero che alcuni giocatori in poco più di 6 mesi – un anno sono riusciti ad ottenere risultati incredibili con attivo di decine di migliaia di euro. Probabilmente si tratta però di gente che ha nel proprio DNA capacità innate da grande giocatore.

Per tutti gli altri sono necessari periodi di studio ed apprendimento notevolmente più lunghi, è forse il peggior errore che si può commettere in questo caso è il sentirsi già arrivati ad alti livelli, quando invece la strada è spesso ancora lunga e piena di ostacoli.

Se è vero che un periodo negativo di Bad bet non deve e non può smontare i nostri sogni e le nostre convinzioni, è anche vero che un periodo di buoni – ottimi risultati non ci deve far montare troppo la testa. Ci sono stati giocatori che dopo risultati eccellenti sono svaniti nel nulla come un fuoco di paglia che arde velocemente ed intensamente si spegne con altrettanta rapidità.

Per concludere: Non bruciate le tappe, non deprimetevi e non abbandonate quando in alcuni periodi tutto va storto, allo stesso modo non cullatevi troppo sulle vostre vittorie, ma continuate a migliorare e a pensare di aver sempre qualcosa da imparare.

Come giocare le mani speculative

Quando si parla di mani speculative si fa riferimento a mani che non sono molto forti, ma che hanno un enorme potenziale, infatti, se giocate correttamente quando si lega il punto, sono in grado di far vincere piatti consistenti.

Le mani speculative si distinguono in:

1. Coppie basse, da 22 fino a 77, ma volendo anche 88 e 99.

2. Suited connectors bassi, ovvero carte in sequenza dello stesso seme, come per esempio 6-7 oppure 4-5

3. Ax suited, cioè Asso con una carta bassa dello stesso seme.

La prima domanda da porsi è: Come si giocano le mani speculative?

Bisogna seguire innanzitutto una prima importante regola di base, investire poche chips, o poco denaro se giochiamo al cash game.

Al pre-flop bisogna investire pochi soldi nel piatto perchè non si vince spesso, l’investimento premia se al flop leghiamo un set (tris) con una coppia in mano, oppure se si chiude il progetto di scala o colore tra il flop ed il turn.

In genere l’investimento pre-flop si dovrebbe aggirare attorno al 5% del proprio stack.

Altra importantissima regola da rispettare è la posizione.
Giocare in posizione è fondamentale perchè si hanno maggiori informazioni sugli avversari: Se un giocatore rilancia e qualche altro giocatore fa re-raise, giocare in posizione finale ci permetterà di poter passare senza aver investito un centesimo.

Se uno o più giocatori rilanciano dopo una nostra puntata, le decisioni si complicano, dobbiamo passare rinunciando al denaro già messo sul piatto, oppure giocare investendo altro denaro?

Differenze tra mani speculative

Se al pre-flop è sufficiente giocare tutte le mani speculative investendo poche chips, al flop invece, vanno giocate in modo diverso:
Giocare una coppia bassa non è la stessa cosa che giocare 6-7 dello stesso seme.
Se in mano abbiamo ad esempio 44, è facile capire che se al flop non leghiamo il set, al minimo accenno di forza dell’avversario, conviene senz’altro passare. Non è difficile prendere una decisione.

Le piccole coppie sono semplici da giocare: In posizione finale si fa call se uno o più giocatori sono entrati in gioco ma nessuno ha rilanciato. Alcuni giocatori entrano in gioco anche dopo uno o più rilanci avversari nella speranza di floppare il set.
Se nessun giocatore ha ancora puntato si entra rilanciando.

Le altre due tipologie di mani sono più complicate da giocare e molto spesso anche più costose, di contro non sempre premiano con piatti sostanziosi.

Consideriamo ad esempio 4-6 di cuori, supponiamo che al flop esce un sei, ma anche altre due carte più alte. E’ sufficiente una piccola coppia di sei con kicker basso per vincere la mano? Molto probabilmente dovremo prendere scelte difficili ed investire altro denaro.
E se per esempio il flop regala altre due carte a cuori, il nostro è solo un progetto che una volta su tre si chiude.

Asso con carta bassa dello stesso seme è una mano particolare, probabilmente vinceremo qualche mano in più, ma se si scontra contro un avversario con Asso e un Kicker più alto, rischiamo solo di perdere tanto denaro.
Inoltre, anche se leghiamo il colore, non è detto che l’avversario non sia in grado di leggerlo. Con tre carte dello stesso seme nel board, la maggior parte degli avversari starà attento e difficilmente rischierà grosse puntate.

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