IL GIOCO PUO' CAUSARE DIPENDENZA - IL GIOCO E' VIETATO AI MINORI DI ANNI 18 - INFORMAZIONI SULLE PROBABILITA' DI VINCITA SONO SU WWW.AAMS.GOV.IT

Metodo statistico per vincere ai giochi d’abilità

 


Secondo De Moivre, noto matematico Francese nato nel 1967 e morto a Londra nel 1754, molto conosciuto per la formula di de Moivre, la distribuzione normale, e soprattutto per quello che ci può riguardare in quest’ambito, per le teorie sulla probabilità.

I suoi ragionamenti logici e le sue formule sono applicabili anche ai giochi, ed immediatamente vediamo in che modo.
Senza perderci in calcoli complessi o spiegazioni complicate, considerato un gioco misto, cioè un gioco il cui risultato non è lasciato esclusivamente al caso o all’ abilità del giocatore ma appunto è un mix di tali fattori, come il poker, il ramino o la scala quaranta, se fosse possibile quantificare l’abilità di un giocatore, anche se non è proprio cosa semplice, si potrebbero calcolare le probabilità di vittoria di tutti i giocatori.

Sappiamo tutti che in un gioco come il poker la fortuna conta molto, ma l’abilità del giocatore conta ancora di più, e se nel breve periodo secondo alcuni esperti del settore la fortuna può incidere anche per un 60%-80% sulla singola vittoria, nel lungo periodo la stessa tende ad azzerarsi cosicché sarà solo l’abilità a fare la differenza.
Questo spiega il perché nel poker sono quasi sempre i giocatori più bravi (e quindi sempre gli stessi) ad arrivare ai tavoli finali dei tornei più prestigiosi.

Per semplicità supponiamo che al tavolo siano seduti solo due giocatori (A e B), ognuno dei quali possiede un capitale (bankroll) di 100. Supponiamo ancora che i due abbiano una diversa abilità, ad esempio il giocatore “A” ha una probabilità dello 0,52 di vincere una partita, mentre il giocatore “B” ha per complementarietà lo 0,48.
Secondo la teoria della rovina del giocatore, utilizzando alcune formule che tralascio di riportare, la probabilità che il giocatore “A” vada in rovina, cioè che perda interamente il proprio capitale è dello 0,03%, mentre la probabilità che il secondo giocatore “B” vada in rovina è del 99, 97%

In poche parole, considerato un gioco come quello del poker, dove la fortuna non è l’unico fattore determinante per la vittoria, se supponiamo che uno dei due giocatori abbia anche un minimo di abilità in più rispetto all’avversario, con certezza quasi del 100% riuscirà a prevalere sullo stesso.
Nel breve periodo la fortuna può incidere anche in maniera determinante sulle sorti di una o più partite, ma nel lungo periodo quando la fortuna tende ad azzerarsi, e quindi in sostanza è come se ogni giocatore ad un certo punto avesse le stesse dosi di fortuna, chi è più bravo, anche di poco, vince con certezza quasi matematica.

Le conclusioni dovrebbero essere ovvie: Se si gioca contro avversari più forti, a parità di condizioni, si finisce sempre per perdere.
Ecco perché chi vuole vincere al poker, ma lo stesso potrebbe dirsi per qualsiasi altro gioco che prevede un minimo di abilità, deve sempre iniziare dai livelli più bassi e rimanerci fin quando non raggiunge un’ abilità tale da poter lottare contro avversari di livelli più alti.

Chi invece inizia già dai livelli alti, oppure salta alcuni livelli senza aver accresciuto proporzionalmente la propria abilità, è destinato ad essere un perdente di lungo periodo.
Parlo di lungo periodo perché nel breve la fortuna può incidere benissimo e i risultati possono mostrarsi anche parzialmente diversi.
Nulla toglie che chi non riesce ad essere in positivo con buy-in da 5€, passando a quelli da 10€ possa ottenere dei profitti nelle prime partite, ma se continua a giocare ed il proprio livello di gioco è al di sotto di quello della maggior parte dei propri avversari, come già accennato, finirà dopo con il tempo col perdere l’intero bankroll.

Non importa quanto bravi o scarsi siate voi, il miglior segreto per vincere è giocare sempre contro chi è ancora più scarso di voi!
Chiaramente parliamo di giochi d’abilità o di semi-abilità. I giochi di fortuna o di azzardo puro hanno altre regole, l’abilità non conta, anzi non esiste!

 
You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

*