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Adolescenti e il gioco. D’azzardo

 


gioco d'azzardo

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa – Istituto di Fisiologia Clinica, lancia la 15esima edizione dello studio Espad-Italia (European School Survey on Alcohol and other Drugs), ed affronta come tema principale il gioco d’azzardo. E i dati non sono affatto confortanti per quanto riguarda l’accesso dei minori al gioco.

Aumentano, purtroppo notevolmente, i minori che si approcciano al gioco d’azzardo; costituiscono ormai la metà degli studenti italiani. Lotterie istantanee, scommesse sportive, Gratta e Vinci,  Lotto e SuperEnalotto, questo è il gioco d’azzardo accessibile a più di un milione di studenti minorenni in tutta Italia.

L’incredibile e costante incremento del numero di studenti minorenni negli ultimi anni ha allarmato Sabrina Molinaro, ricercatrice del Reparto di Epidemiologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha  specificato: “Oltre un milione di studenti nell’ultimo anno riferisce di aver giocato soldi e, nonostante una chiara legislazione restrittiva per i minori, 630.000 i minorenni nel 2012 hanno speso almeno 1 euro giocando d’azzardo. Si stima inoltre che siano 100.000 gli studenti che già presentano un profilo di rischio moderato e 70.000 quelli con una modalità di gioco problematica”

Già il 45,3% degli studenti ha giocato somme di denaro. Per il 60% delle ragazze si è trattato principalmente di sporadiche occasioni, mentre un quinto dei ragazzi ha dichiarato di aver giocato d’azzardo più di venti volte nel corso dell’anno. Le percentuali sono allarmanti: Circa il 70% ha scommesso in media meno di 10 euro al mese, il 20% da 11 a 50 euro e il 6% oltre 51 euro euro al mese. Gratta e vinci e Superenalotto sono i giochi preferiti in particolare dalle ragazze (58% e 23% rispettivamente), mentre le percentuali dei ragazzi sono rivolte alle scommesse sportive e al poker texano (30% e 19% rispettivamente).

La modalità di gioco d’azzardo più usata dagli studenti (con una percentuale di gioco in aumento dal 10% nel 2010 a circa il 14%) è internet, sia da casa che tramite applicazioni per cellulari touchscreen.

Nel questionario della ricerca “è presente un test di screening che permette di classificare i giocatori in base alla potenziale criticità legata al gioco d’azzardo (SOGS-RA21): Sebbene la maggior parte rientri tra i giocatori sociali ovvero senza alcun profilo di rischio, il 7% risulta problematico e il 12% è a rischio gambling.”

In un precedente studio effettuato nel 2012, era emersa una concentrazione di gioco nelle regioni meridionali, con una percentuale del 52% di studenti che hanno giocato d’azzardo (primato alla Calabria con il 54%). La percentuale cala di poco nel centro, al 46,6% per gli studenti dell’Umbria, e al 49% per quelli del Lazio. Solo nel settentrione i dati sono diversi, con valori inferiori rispetto al resto del Paese.

 
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