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Contribuenti.it contro gioco d’azzardo ed evasione fiscale

 


gioco d'azzardo

In anteprima, durante il convegno “Gioco d’azzardo ed evasione fiscale”, l’associazione Contribuenti.it ha presentato i risultati della propria indagine sul gioco d’azzardo condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche ‘Antonella Di Benedetto’, della Krls Network of Business Ethics. E’ successo a Capri.

In Europa, l’Italia detiene il record per le puntate più esagerate giocate al tavolo da gioco (con una giocata di quasi 2.430 euro a persona, minorenni inclusi), e si registra un enorme aumento del numero di giocatori, passati da 860 mila giocatori a ben 4,2 milioni.

Il presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, commenta aspro: “L’Erario si preoccupa più di fare cassa che combattere l’evasione fiscale dei giocatori. Il 54% dei giocatori dichiara al fisco di essere nullatenente, mentre un ulteriore 31% dichiara di guadagnare meno di 10mila euro l’anno.” Dati inverosimili, questi, quando in Italia ci sono 33,2 milioni di giocatori, 8,4 milioni dei quali giocano d’azzardo settimanalmente.

Misure forti, restrittive, per arginare il prima possibile le falle del gioco d’azzardo. E’ questa l’esortazione che l’associazione Contribuenti Italiani ha proposto al convegno di Capri. “E’ necessaria l’identificazione di tutti i giocatori e di tutte le giocate, oltre ad una tassazione sostitutiva del 50% della vincita su tutti i giochi legalizzati; – afferma Carlomagno – in questo modo è possibile evitare non solo l’approccio dei minorenni, ma anche il diffondersi di traffici illegali come il riciclaggio, l’estorsione e l’usura; con l’introduzione del divieto al gioco d’azzardo in tutti i luoghi pubblici, come per il fumo.”

La critica del presidente di Contribuenti.it continua, pesante: “Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, di proteggere la loro salute, mentale e fisica, non certo quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi con persone senza scrupoli. Senza contare che sono non pochi i giocatori fanno uso di sostanze stupefacenti o si prostituiscono per racimolare i soldi. Per un reale rilancio dell’economia e per accompagnare il paese dall’uscita della crisi economica – conclude Carlomagno – i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali”.

 
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