IL GIOCO PUO' CAUSARE DIPENDENZA - IL GIOCO E' VIETATO AI MINORI DI ANNI 18 - INFORMAZIONI SULLE PROBABILITA' DI VINCITA SONO SU WWW.AAMS.GOV.IT

Sala poker .com truffa i suoi giocatori

 


Ieri sera, il programma delle Iene che va in onda su Italia 1, ha trasmesso un servizio sul poker texas hold’em che siamo sicuri essere stato per molti parecchio sconvolgente.

Un agente-giocatore di una poker room, ovviamente con voce camuffata e sguardo coperto per non farsi riconoscere, ha denunciato l’andazzo di alcune poker room.com asserendo che le stesse, senza controlli e nessuna garanzia, imbrogliano ormai da tempo i loro giocatori.

Il sistema è molto semplice: I vertici della sala da poker hanno completo accesso al sistema e quindi possono vedere le carte di tutti i giocatori seduti al tavolo.
Se si fosse limitato a dire solo questo il servizio non sarebbe stato un vero scoop, così è andato oltre assicurando che grazie appunto a queste possibilità, i proprietari, non contenti delle commissioni che i giocatori pagano per utilizzare la piattaforma, assumono del personale con il solo scopo di guardare le carte girate degli avversari per vincergli tutto il denaro disponibile.

L’uomo con il volto coperto ha poi raccontato che questa poker room grazie allo stratagemma produce 15 milioni di euro di utili al mese, che nessuno dei players che frequentano la room ha mai vinto nulla (al massimo li fanno vincere all’inizio per gettare l’amo), che non paga tasse, che addirittura utilizza dei boot per svaliggiare i players e che questa come tante altre non sono controllate e quindi possono agire indisturbate.

Tuttavia, il servizio non ha dimenticato di ricordare che solo le room.it perché garantite dall’AAMS sono sicure, legali e controllate.

I dubbi

Prima di scrivere l’articolo ci siamo fatti un giro su alcuni forum tra i più frequentati, e ci siamo accorti che le nostre considerazioni sono bene o male le stesse di tanti altri giocatori, ovvero, il servizio ha scosso tanto, ma ha lasciato forti dubbi su quanto sia stato trasmesso.

Qualcuno afferma:

1. Siamo sicuri che siano le .com a giocare sporco? Da una piccola indaggine su internet emerge che la room in questione è una .retard, cioè una sala da poker che opera senza licenza credibile e senza controlli in paesi sperduti in chissà quale angolo della terra.

2. Era chiaramente appunto una room sconosciuta e non certo una .com, una di quelle che attrae pochi giocatori e che quindi non producendo grandi guadagni non ha gli stessi interessi di una grande room nell’essere trasparente.

3. Tutte le mani che l’uomo con il volto coperto ha fatto vedere non sono mai giunte allo showdown, come se non fosse una vera partita di poker.

4. Perché afferma che i vertici assumono dei dipendenti per far perdere gli altri giocatori e poi anche lui è in grado di vedere le carte?

5. Perché avrebbe dovuto svelare il sistema se guardando le carte era in grado anche lui di fare palate di soldi? Su internet si vocifera che il tizio coperto in realtà sia un soggetto cacciato fuori da un circolo illegale e che abbia parlato solo per vendicarsi.

6. Perché in una dimostrazione  per far vedere come sia facile vincere guardando le carte avversarie, il flop scende con sole due carte invece che tre? Dove si è mai visto un flop con 2 carte?

7. Perché menziona paesi come Malta che in quanto a controlli è uno dei paesi più severi al mondo? Infatti, la maggior parte delle società di gioco d’azzardo al mondo ha una licenza Maltese.

Considerazioni

E’ fuori ombra di dubbio che in un modo o nell’altro il mondo del poker online non è sempre pulito. Ne sono una dimostrazione gli scandali degli ultimi anni, come la truffa di Full Tilt e quella del campione di poker Russ Hamilton, tuttavia è chiaro ed evidente che il servizio era teso a screditare il gioco del .com in genere (magari per vendetta?), e nello stesso tempo si è voluto far apparire le poker room .it l’unico e solo ambiente pulito, sicuro e controllato.

Purtroppo ci è sembrata una palese pubblicità ai .it ed un servizio che ha voluto dimostrare lo sporco di alcune società con strumenti non credibili.

Peccato che le più grandi e frequentate sale da poker che operano in Italia con licenza AAMS e sito .it sono tutte multinazionali che possiedono siti .com

La licenza Italiana è solo una delle altre licenze che hanno acquistato negli anni, a causa del fatto che molti stati europei hanno regolamentato il gioco con proprie regole e non attraverso una normativa europea comune.

Morale della favola, società come Pokerstars (la più grande poker room al mondo), utilizza il sito .com per offrire il gioco del poker a tutti quei paesi che possono collegarsi senza proibizioni, mentre ha dovuto acquistare specifiche licenze in Italia, in Francia, in Spagna, in Portogallo ecc ecc perché in questi stati il poker è regolamentato da una normativa locale.

Se dovessimo seguire la logica di sopra dunque, il sito .com di pokerstars è sporco, poco professionale, intento alla truffa, non controllato, illegale, mentre il .it della stessa società è invece sicuro, pulito e controllato.

Altro errore è quello che le .com non pagano le tasse.
Le .com non pagano tasse all’erario Italiano perché hanno sede fiscale in un altro stato, molte di queste in Malta e Gran Bretagna, quindi pagano le tasse in questi paesi.

Se il regime fiscale Italiano scoraggia non solo le società da gioco, ma anche tutti gli altri investimenti, gli esempi sono dati dalla delocalizzazione delle imprese Italiane (FIAT ad esempio chiude in Italia ed apre nell’ex Jugoslavia, in Polonia, in Brasile perché oltre a pagare poco di manodopera paga poco anche di tasse), è normale che chi ha la possibilità di svolgere una attività da qualsiasi parte del mondo sceglie la località con leggi e fisco più amico. Volete dargli torto?

In conclusione, non giocate su siti poco affidabili perché si rischia chiaramente di essere truffati.
Non giocate neanche sui .com, ma non perché il servizio vuol far credere che si corrono rischi, ma perché la normativa Italiana lo vieta e comunque l’offerta di poker Italiana ad oggi è buona e soddisfacente, quindi non c’è motivo di giocare presso una poker room straniera, anche se ognuno dovrebbe essere libero di farlo e di deciderlo autonomamente (e non che venga imposto come accade oggi).

 
You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

*