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Giocatori di poker USA possono dedurre spese e sottrarre perdite

 


Finalmente una buona notizia per i giocatori di poker, anche se per il momento interessa solamente i players USA: Potranno dedurre le spese e le perdite.

Attenzione però, non tutti i giocatori ne potranno beneficiare, le disposizioni riguarderanno solamente i professionisti. La loro attività ormai da tempo viene equiparata all’attività d’impresa a tutti gli effetti, come attività commerciale o industriale.

Per il fisco un giocatore professionista è colui che svolge come attività da lavoro principale quella di giocatore, e che essa sia ovviamente la principale fonte di reddito.
Ciò non esclude la possibilità che il player possa dedicarsi anche ad altro, e dunque avere ulteriori redditi, ma questi ultimi non devono essere superiori a quelli derivanti dal gioco.

In pratica, è come se un giocatore professionista fosse proprietario di un’azienda, con rischi, costi e benefici che ciò comporta. Questo significa che un players professionista USA potrà dedurre dalle vincite ottenute, durante la dichiarazione dei redditi, una serie di costi come ad esempio le spese di trasporto, l’alloggio o il vitto per partecipare ad un torneo.

Si potranno tra l’altro dedurre anche le perdite, cosa fondamentale per un giocatore, e riportarle perfino negli anni successivi, come appunto fosse un’attività commerciale o industriale. Se dunque i giocatori dovessero in un anno subire perdite superiori ai guadagni, compreso altri redditi, la differenza verrebbe riportata nel periodo successivo. Ovviamente, così come avviene per ogni altra attività da lavoro, tutto dovrà essere giustificato e documentato.

Sembra una nuova visione del mondo del poker e dell’attività del professionista, come se questa fosse stata accettata. E’ infatti assurdo, come ad esempio è stato chiesto dall’agenzia delle entrate ad alcuni giocatori Italiani che hanno dichiarato al fisco vincite realizzate all’estero, che nella dichiarazione venisse inserito come capitale imponibile la somma delle sole vincite, senza deduzioni neanche delle perdite.
In alcuni casi infatti ad alcuni giocatori è stato chiesto di pagare le tasse con vincite nette negative, cioè in perdita.

In questo modo invece, se ad esempio un giocatore dovesse vincere 50 mila euro, ma subire perdite e sostenere spese per il gioco per un importo di 45 mila euro, non pagherà le tasse su 50 mila euro, ma il calcolo dovrà essere effettuato su un imponibile di 5 mila euro. Se invece perdite e costi dovessero superare le vincite, allora in questo caso il giocatore non pagherà nulla, anzi, la differenza potrà trasferirla nell’anno successivo e scalarla dai redditi futuri.

 
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