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Il Lotto è il gioco meno equo del mondo

 


Il gioco del Lotto ha diversi record, è sicuramente uno dei giochi numerici di abilità più conosciuto al mondo, ha una grande storia e tradizione, ma soprattutto è per l’erario Italiano fonte di introiti monetari non paragonabili a nessuno degli altri giochi similari.

Tuttavia ha anche un record molto negativo: Non è affatto equo, forse è uno dei giochi meno convenienti del mondo.

Un gioco è equo quando il banco paga una somma che corrisponde alla posta scommessa moltiplicata per la probabilità che l’evento sul quale si è scommesso si verifichi. Così ad esempio, se si scommette che sul lancio di una moneta esce testa, il gioco può considerarsi equo se in caso di vincita il banco paga allo scommettitore 2 volte la posta.

Una moneta ha due facce, testa e croce, perciò, la probabilità che esce testa oppure croce lanciando in aria una moneta non truccata è di 1 su 2. Ciò vuol dire che in media, ogni due lanci una volta esce testa ed una volta croce. Se la scommessa viene pagata due volte la posta, ci si può attendere che dopo un elevato numero di lanci il giocatore si ritroverà mediamente con lo stesso capitale iniziale. In breve, non avrà vinto e non avrà perso nulla e questo perché il gioco è pagato in modo equo.

Chi organizza giochi del genere lo fa ovviamente per avere un guadagno ed allo stesso tempo dovendo anche sostenere dei costi di organizzazione non può certo permettersi di pagare in modo equo.
Questo è giustissimo, chi organizza ha diritto ad ottenere un guadagno! Ma una cosa è ottenere un margine sufficiente a coprire le spese e ad avere un guadagno onesto, un’altra cosa è rubare!

Un casinò ad esempio, con il gioco della roulette incassa un margine medio inferiore al 3%, con il baccarat o con il gioco dei dadi tra l’1 e il 2%. Si tratta di margini leciti e corretti che giustificano l’organizzazione e tutta la struttura che il casinò mette a disposizione dei clienti.

Ritorniamo al Lotto. Se allo stato rimanesse un 3-4% non si potrebbe dire proprio nulla, ma non è così. Il gioco del Lotto è tanto famoso quanto incredibilmente e scandalosamente poco equo.
Facciamo un piccolo esempio.
Se si gioca un ambo secco su una singola ruota si ha una sola probobilità su 400,5 di successo. L’ambo viene pagato però solo 250 volte la posta, quindi 150,5 volte meno di quanto il gioco dovrebbe essere pagato se fosse equo.

Così facendo lo stato trattiene la modica percentuale del 39,45% e questo vuol dire che in media, per ogni 100€, solamente 60€ ritornano agli scommettitori, mentre 40€ rimangono agli organizzatori. Sarebbe anche la stessa cosa dire che se un giocatore puntasse sempre lo stesso ambo secco, dopo un certo numero di estrazioni ci si potrebbe attendere un perdita media del 40%

Per capire meglio il concetto prendiamo a paragone il gioco testa o croce.
Supponete che qualcuno vi chieda di giocare in questo modo:
Esce testa, voi pagate 4€
Esce croce, l’avversario vi paga 2 euro e 50 centesimi
Voi cosa rispondereste?

Qualsiasi giocatore con un minimo di intelligenza risponderebbe di non essere così stupido da accettare certe condizioni, eppure, i giocatori che scommettono al Lotto accettano proprio le condizioni sopra esposte, anzi, per il terno, la quaterna e la cinquina i margini dello stato sono ancora più elevati, si arriva quasi al 90% con la cinquina.

 
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