IL GIOCO PUO' CAUSARE DIPENDENZA - IL GIOCO E' VIETATO AI MINORI DI ANNI 18 - INFORMAZIONI SULLE PROBABILITA' DI VINCITA SONO SU WWW.AAMS.GOV.IT

L’arte del saper bluffare

 


Saper bluffare è più difficile di quanto si possa credere. Chiunque può rilanciare senza avere nulla in mano, o per utilizzare le parole di Luca Pagano, essendo in bianco rovinato, non tutti però sono capaci di far foldare l’avversario.

In parole povere, un bluff, per ben riuscire deve essere credibile.
Iniziamo col dire che un bluff non si improvvisa, ciò appunto serve ad evitare che venga facilmente scoperto.

Un bluff va pensato, va ragionato e va studiato come una vera e propria strategia.
Ad esempio, una mano pre-flop come AA, come la giochereste?
Di norma rilancereste giusto?

Sapete che solo una piccola percentuale di mani giocate si concludono allo showdown? Questo vuol dire che la maggior parte delle mani si concludono con il fold di tutti i giocatori, tranne uno (quello che si aggiudica il piatto), quindi, chi vi dice che non abbia bluffato?

In sostanza, se volete che un bluff si concluda in modo positivo, le carte in mano vanno giocate come se aveste un buon punto, quindi, se ad esempio volete rappresentare una coppia d’Assi, si rilancia pre-flop e si va in continuation bet al flop.

Attenzione però a non bluffare contro quei giocatori che non mollano mai una mano, sarebbe contro producente.
In generale, prima di far partire un bluff è sempre meglio valutare il tipo di giocatore che si ha di fronte. Giocatori loose che non mollano mai la presa non si conciliano con li bluff.

Giocatori invece più prudenti e/o deboli sono invece i migliori.

Quando si bluffa si tiene sempre conto del numero di chips proprie e di quelle dell’avversario:
Se ad esempio si hanno poche chips, un all-in pre-flop puzza sempre di bluff, di conseguenza, gli avversari sono spesso indotti al call anche senza possedere una mano eccellente.

Inoltre, sempre nell’ipotesi di poche chips, anche un bluff contro il chip leader potrebbe non riuscire, e questo perché l’investimento in chips dell’avversario sarebbe irrisorio rispetto allo stack posseduto.

La riuscita del bluff dipende anche dall’immagine che gli avversari hanno di noi. Se gli altri ci vedono come giocatori solidi e chiusi, un nostro rilancio sarebbe tranquillamente letto come il segnale di un punto forte. Viceversa, se giochiamo molto aperti, e quindi rilanciamo spesso, ogni rilancio sarebbe visto come normale.

Non dimenticate infine, che un bluff si realizza oltre che su misura dell’avversario, anche in base alle carte presenti sul board.
Flop di questo genere A-K-Q, con alcuni avversari ancora in gioco, sono troppo pericolosi per tentare un bluff.

 
You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

*