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L’importanza di saper leggere il board

 


Una delle caratteristiche che contraddistingue i migliori giocatori di poker è sicuramente la capacità di saper leggere il board, ovvero le carte comuni (community cards). Le carte comuni, o appunto Board sono le carte posizionate al centro del tavolo verde che vengono utilizzate da tutti i giocatori che partecipano alla mano.

Alcuni tra i giocatori più forti al mondo, anche grazie alla capacità di carpire immediatamente i tells, sono in grado di leggere in maniera perfetta ed impeccabile il board e i giocatori, in alcuni casi è come se i propri avversari giocassero con le carte scoperte.

Saper leggere il board significa affrontare al meglio una delle fasi più importanti del poker, essere in grado di capire sempre dove ci si trova nella mano, cioè capacità di interpretazione delle carte comuni e del legame che esse hanno con le carte personali dell’avversario.

La lettura del board si affronta calcolando le possibili combinazioni con le carte comuni.

Con un board del genere: A cuori – A quadri – K fiori le combinazioni possibili sono sicuramente la doppia coppia, il tris oppure il full.
Queste sono le possibili mani contro le quali si rischia di doversi scontrare.

Alcuni board sono facili da interpretrare, altri un po’ meno, altri ancora risultano molto insidiosi.

Analizziamo un board del genere 10 fiori – J fiori – Q cuori

Con due carte a fiori è possibile che un giocatore abbia un progetto di colore.
Le tre carte in sequenza assicurano con notevole probabilità un progetto di scala, anzi è già possibile che un avversario l’abbia chiusa.
Senza dimenticare ovviamente le possibili coppie, doppie o tris.

Un board del genere A fiori – J fiori – 6 fiori – 7 cuori non offre alcuna possibilità di scala, al massimo un progetto ad incastro, mentre il colore è probabile

Cosa influenza la lettura del board?

La lettura del board è sicuramente influenzata dall’azione al tavolo e dal tipo di avversario che si ha di fronte.
Un giocatore molto chiuso e solido tenderà a rilanciare al preflop solo in buona posizione e con un range di mani molto ristretto, come AA, KK, AQ, QQ, JJ ….
Un bord del genere A – K – 10 è sicuramente pericolosissimo contro avversari molto chiusi che hanno rilanciato al flop, è quasi certa una top o over pair, se non una doppia o un tris perché giocano spesso con carte alte.

Lo stesso board contro un avversario molto loose ed aggressivo che entra in gioco sempre rilanciando non presenta gli stessi pericoli.

L’azione preflop influenza quindi necessariamente la lettura del board al flop.

Nel corso della mano la strategia di gioco va però adeguata al turn e al river sempre e soprattutto in base all’avversario. Fondamentale è attribuire il giusto punto all’avversario e cercare di sapere in ogni momento dove si sta nella mano!

Col tempo e con un po’ di pratica tutto sembrerà più semplice, tante cose verranno automaticamente, un po’ come guidare, anche se l’applicazione per ottenere buoni risultati non deve mai mancare.

Adesso vediamo un esempio concreto:

Un giocatore chiuso che chiamiamo (A), in posizione effettua un rilancio standard x 3 , gioca il Big Blind

al flop : Q cuori – Q fiori – K fiori– , il BB check, Il giocatore (A) check
al turn : 7 fiori – il BB punta, il giocatore A raise, il BB All-in, il giocatore A call

Il BB gira due carte a fiori, il giocatore (A) coppia di KK

Analisi della mano

Il giocatore (A) che normalmente gioca chiuso rilancia da posizione (si presume dunque un buon punto), ma al flop invece di sfruttare le carte uscite e continuare con una continuation bet dedice di fare check. A questo punto la spiegazione più probabile è che il giocatore (A) abbia migliorato il proprio punto grazie al flop, magari chiudendo un bel nuts.

Il BB commette un grave errore, sottovaluta il board e forte del proprio colore pensa di aver già vinto la mano.

 
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