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Quando conviene chiamare al flop

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Sembra scontato dirvi che una buona mano va giocata in modo aggressivo o con un gioco slow a seconda del flop, del numero di avversari ancora in gioco, ma soprattutto a seconda del tipo di avversari che vi trovate di fronte e di come questi hanno giocato il pre-flop.

Si tratta di una serie di situazioni da valutare prima di decidere quale mossa effettuare.

Un avversario che ha rilanciato pre-flop, tenderà a rilanciare anche al flop.
Un avversario aggressivo, lo è sia al pre-flop che al flop, lo stesso può dirsi di un giocatore chiuso.

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Come affrontare i progetti al Flop

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Si ha un progetto quando al flop, utilizzando le tue carte coperte e quelle sul tavolo, non hai alcun punteggio compiuto, ma solo la possibilità che lo stesso si combini al turn o al river.
Detto ciò, diciamo subito che molti giocatori principianti sottovalutano i rischi di portare avanti giocate con un semplice progetto.

Un progetto non è un punteggio, è solo una situazione che vi offre delle probabilità di vittoria, ma non è detto che queste siano sufficienti a farvi vincere. Un progetto di scala non è scala, come un progetto di colore non è colore.

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Foldare o non foldare al poker texas hol’em

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Foldare o non foldare, questo è il problema. Avrebbe detto così Shakespeare se fosse stato un giocatore di poker dei nostri tempi. Foldare è infatti la decisione più difficile che ogni giocatore di poker si trova a prendere in tantissime mani.

Sapere quando foldare è essenziale per incrementare il proprio Roi!
Foldare fa aumentare il Roi? Cioè il proprio guadagno?

Ovviamente si, perché se si folda quando una mano sarebbe stata persa, allora si evita di perdere denaro, che di conseguenza ti rimane in tasca. Non bisogna essere veggenti per saper foldare, ma semplicemente degli attenti giocatori di poker.

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Il flop: IL momento più importante nel poker Texas Hold’em

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Il primo passo verso la vittoria della mano consiste nel comprendere come affrontare il flop, e di conseguenza come affrontare gli avversari. Il flop è quindi la fase più importante di ogni mano. Purtroppo non esistono regole esatte per ogni circostanza, se fosse così il poker non sarebbe più un gioco d’abilità e di strategia, ma un semplice gioco matematico.

Tuttavia è chiaro che per far bene è sufficiente seguire delle linee guida:

Cosa hanno fatto i tuoi avversari?

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SnG Solver per calcolare l’equity e per analisi strategica pre-flop

SnG Solver è un potentissimo e completo software che serve sia per calcolare l’equity durante una mano di poker texas hold’em, sia come strumento di analisi strategica pre-flop per sit and go ad un solo tavolo.

Secondo l’autore del software, il programmatore di videogiochi Jason Keeney, l’avvento del poker online ha creato forti giocatori e quindi diventa sempre più difficile primeggiare sugli avversari, così sembra opportuno, soprattutto se si gioca ad alti livelli, ottenere un vantaggio su di loro.

I puristi del poker non saranno certamente d’accordo, tuttavia Jason cerca di spiegare il perché è conveniente utilizzare SnG Solver per migliorare il proprio gioco.

Due sembrano essere i punti chiave:

Tenere conto della posizione dei giocatori al tavolo.
Mostrare la percentuale di incremento del proprio stack.

In particolar modo, per quanto riguarda il primo punto di forza, l’ideatore sostiene che altri software non tengono conto della posizione, questo non permette di guardare avanti, cioè di non tenere conto delle possibili e future mosse che gli avversari potrebbero fare in futuro.

SnG Solver invece, valuta attentamente gli scenari futuri, così attribuisce l’equity sulla base delle mani seguenti e non solo di quella presente. Così ad esempio, se un altro software assegnerebbe al giocatore in posizione UTG la migliore equity, SnG Solver, tenendo conto che nella mano successiva sarà big blind e nell’altra ancora small blind, assegna solo la seconda peggiore posizione.

Jason Keeney ricorda infatti che nel gioco degli scacchi, il giocatore sceglie le sue mosse volgendo lo sguardo al futuro. Lo stesso vale nel poker. Con SNG Solver si dovrebbe dunque guadagnare un vantaggio sugli avversari.

Per tutti gli interessati al software, SnG è scaricabile direttamente dal sito ufficiale #
Ha una dimensione di 434MB, viene fornito per un periodo di prova, successivamente è acquistabile dallo store del sito.

Cardshark Brain: Software poker applicazione per iPhone e iPad

Cardshark Brain è una piccola, semplice ma potente applicazione per iPhone e iPad. Il poker infatti da ormai un po’ di tempo si gioca attraverso dispositivi mobili ed ultra tecnologici.

Al momento della recensione L’App ha un costo di 1,59€ ed è scaricabile direttamente dallo store di apple.
Le dimensioni del file sono di 5.5 MB.
Utilizza la lingua inglese.
Per il funzionamento necessita di connessione.
Cardshark sfrutta la potenza del cloud computing per eseguire calcoli avanzati e consente di migliorare la conoscenza nel gioco del Texas Holdem.

Cardshark dispone di 4 Tools:

1. Il primo strumento consente di capire la forza di una mano iniziale rispetto alle mani degli altri avversari

2. Il secondo strumento è un Odds Calculator che permette appunto di calcolare le odds di ogni mano permettendovi di capire in qualsiasi punto del gioco quanto sia forte la vostra mano.

3. L’Expected Value (EV), è uno strumento che permette di valutare il beneficio di andare all-in ir relazione agli avversari e al chip stacks.

4. Il post flop analysis consente di calcolare la probabilità che la tua mano possa migliorare dopo il flop tra turn e river.

Software per calcolare probabilità e pot odds

Saper calcolare le pot odds è fondamentale se si vogliono prendere le giuste decisioni.
Il poker è matematica, statistica e calcolo delle probabilità, solo in secondo piano viene la fortuna, quindi, per riuscire bene in questo gioco bisogna saper fare qualche piccolo calcolo.

Non dovete certo imparare come calcolare un integrale o un logaritmo, basta saper valutare in qualsiasi momento gli outs a proprio favore e le pot odds.
In precedenza abbiamo visto come si calcolano le Odds, gli outs e le pot odds manualmente, adesso vi consigliamo un piccolo, facile e semplice programma per calcolare le pot odds.

Il programma in questione è il Pot Odds Calculator.
E’ molto leggero, infatti ha una dimensione di soli 3,08 MegaByte.
Lo potete scaricare da questo link, (aggiornamento: Software non più disponibile) il programma è gratuito e non necessita di installazione. Per farlo funzionare, dopo il download, cliccate sull’icona del software, si aprirà una finestra, cliccate su esegui ed in meno di un secondo Pot Odds Calculator è disponibile.

Pot Odds Calculator è un software che serve per valuare, in base al numero di chips o di denaro presente nel piatto, se la chiamata è giustificata.

Basta inserire l’importo della puntata con la chiamata, scegliere tra il Turn, River o l’all-in (spuntare in questo ultimo caso turn e river assieme), ed in base al numero di outs il programma vi indicherà le percentuali, le odds e le dimensioni minime del piatto per giustificare la chiamata.

Giocare i progetti di colore con il check-raise

Il check-raise è una potentissima arma, ma a doppio taglio, quindi va utilizzata con molta cautela, perché se da un lato è in grado di dare parecchie soddisfazioni, dall’altro lato è in grado di metterci in situazioni pericolose e di non facile risoluzione.

Innanzitutto ricordiamo che si parla di progetto quando utilizzando le carte personali e quelle comuni non si ha un punto chiuso, ma solo delle buone possibilità di chiuderlo.
Non sempre un progetto viene chiuso, e quindi non sempre si combina la mano migliore, tuttavia, ciò non vuol dire che non si possa vincere un piatto da un progetto fallito, per fare questo è necessario trovare il modo di far fuggire l’avversario.

Il check-raise è sicuramente un metodo efficace, ma come già accennato anche parecchio pericoloso, ecco perché deve essere utilizzato in modo corretto, nella giusta misura e contro i giusti avversari.

Il check-raise viene di norma utilizzato quando si ha una mano forte, infatti, il check è uno specchietto per far puntare l’avversario, mentre il raise serve o a farlo scappare, oppure a fargli mettere altre chips nel piatto.

Vediamo un esempio:

Le carte in mano
4 cuori – 5 cuori

Questo è il flop
A cuori – 7 fiori – 10 cuori

Facciamo check, l’avversario punta, noi facciamo raise.

In questa occasione, nella stragrande maggioranza dei casi l’avversario o folda (e quindi raggiungiamo l’obiettivo prefissato, ovvero quello di aggiudicarci il piatto), oppure chiama. Potrebbe anche decidere di rilanciare (ipotesi meno probabile ma possibile), in questo caso il tentativo di forza potrebbe celare un abile bluff, dipenderà da noi capirlo.

Il primo pericolo che emerge dunque dall’utilizzo del check-raise è proprio quello di subire un re-raise. In questo caso, mollare il colpo è spesso la scelta migliore.

Nell’ipotesi in cui l’avversario decida solamente di chiamare, se al turn scende una carta a cuori, il colore si chiude e l’avversario è nel sacco. Se invece la carta è un seme differente, si può procedere in due modi:

1. Puntare per cercare di fare scappare l’avversario.
2. Fare check e sperare di guadagnare una carta gratis

Nella prima ipotesi, se l’avversario folda vinciamo il piatto.
Se chiama, attendiamo il river e speriamo di legare il colore.
Se rilancia, foldiamo senza pensarci sopra.

Nella seconda ipotesi, gli avversari più deboli potrebbero regalarci una carta gratis (quindi farebbero check), i più abili invece (in grado di leggere bene la mano) leggerebbero il check come un segno di debolezza e quindi punterebbero sicuramente.

Consigli per utilizzare il check-raise

1) L’utilizzo del check-raise con un progetto di colore è un semibluff, quindi, meglio utilizzarlo con un numero limitato di giocatori al tavolo (possibilmente uno solo). Se lo scopo principale è quello di vincere il piatto ricevendo il fold avversario, con troppi giocatori si rischia seriamente di essere chiamati.

2) Valutate il flop. Se il flop non mostra rischi particolari (ad esempio carte alte come A, K, Q, coppie, progetti diversi dal colore), allora è più facile ricevere il fold. Se invece il flop è zeppo di progetti e buone carte, molti giocatori potrebbero avere tante odds e quindi ricevere il loro fold non sarebbe cosa facile.

3) Non sottovalutate lo Stack dei giocatori. Un giocatore con un basso stack potrebbe essere indotto a chiamare o ad andare all-in porio perché dopo aver messo quasi tutte le chips nel piatto non può più tirarsi indietro.

4) Il tipo di avversari. Avversari molto aperti che non mollano facilmente il colpo non sono certo l’ideale. Il rischio è di dover passare al turn o al river dopo aver investito parecchie chips. Considerazioni analoghe possono farsi per giocatori furbi ed attenti

L’arte del saper bluffare

Saper bluffare è più difficile di quanto si possa credere. Chiunque può rilanciare senza avere nulla in mano, o per utilizzare le parole di Luca Pagano, essendo in bianco rovinato, non tutti però sono capaci di far foldare l’avversario.

In parole povere, un bluff, per ben riuscire deve essere credibile.
Iniziamo col dire che un bluff non si improvvisa, ciò appunto serve ad evitare che venga facilmente scoperto.

Un bluff va pensato, va ragionato e va studiato come una vera e propria strategia.
Ad esempio, una mano pre-flop come AA, come la giochereste?
Di norma rilancereste giusto?

Sapete che solo una piccola percentuale di mani giocate si concludono allo showdown? Questo vuol dire che la maggior parte delle mani si concludono con il fold di tutti i giocatori, tranne uno (quello che si aggiudica il piatto), quindi, chi vi dice che non abbia bluffato?

In sostanza, se volete che un bluff si concluda in modo positivo, le carte in mano vanno giocate come se aveste un buon punto, quindi, se ad esempio volete rappresentare una coppia d’Assi, si rilancia pre-flop e si va in continuation bet al flop.

Attenzione però a non bluffare contro quei giocatori che non mollano mai una mano, sarebbe contro producente.
In generale, prima di far partire un bluff è sempre meglio valutare il tipo di giocatore che si ha di fronte. Giocatori loose che non mollano mai la presa non si conciliano con li bluff.

Giocatori invece più prudenti e/o deboli sono invece i migliori.

Quando si bluffa si tiene sempre conto del numero di chips proprie e di quelle dell’avversario:
Se ad esempio si hanno poche chips, un all-in pre-flop puzza sempre di bluff, di conseguenza, gli avversari sono spesso indotti al call anche senza possedere una mano eccellente.

Inoltre, sempre nell’ipotesi di poche chips, anche un bluff contro il chip leader potrebbe non riuscire, e questo perché l’investimento in chips dell’avversario sarebbe irrisorio rispetto allo stack posseduto.

La riuscita del bluff dipende anche dall’immagine che gli avversari hanno di noi. Se gli altri ci vedono come giocatori solidi e chiusi, un nostro rilancio sarebbe tranquillamente letto come il segnale di un punto forte. Viceversa, se giochiamo molto aperti, e quindi rilanciamo spesso, ogni rilancio sarebbe visto come normale.

Non dimenticate infine, che un bluff si realizza oltre che su misura dell’avversario, anche in base alle carte presenti sul board.
Flop di questo genere A-K-Q, con alcuni avversari ancora in gioco, sono troppo pericolosi per tentare un bluff.

Saper foldare è l’arma dei campioni

E’ facile saper rilanciare con buone carte in mano, più difficile è invece saper foldare, perché non tutti sono capaci di leggere gli avversari, o di passare con una mano molto forte, anche quando quella avversaria è in grado di batterla.

Ad esempio, supponiamo di avere in mano due AA, al preflop, il nostro rilancio viene chiamato, al flop e al turn l’avversario manifesta segni di superiorità. In questo caso, quanti di voi sarebbero capaci di foldare pur avendo intuito di essere battuti?

Molti si lasciano trascinare dalla curiosità e da una sorta di necessità di arrivare fino alla fine. Questo porta a perdere mani che si sarebbero potute evitare. Perché regalare denaro quando si sa di avere la mano peggiore?

Certo, non si gioca a carte scoperte e quindi si può solo suppore che l’avversario sia messo meglio, non si può essere certi, però, iniziare a valutare l’ipotesi di foldare è già un inizio. Ricordate che saper foldare è un’arma, non è sempre un segno di debolezza.

Imparate a leggere gli avversari, state attenti ai tells, e soprattutto non pretendete di vincere per forza alcune mani, soprattutto nelle prime fasi di un torneo quando in una situazione difficile o complicata, il fold potrebbe rivelarsi la scelta migliore.
E’ vero che anche un giocatore super chiuso e solido è capace di bluffare al momento giusto, ma 9 volte su 10, quando manifesta segni di forza, in realtà è veramente forte.

Tenete presente che se decidete di arrivare alla fine, le volte che la vostra curiosità vi avrà dato ragione, potrebbero non essere sufficienti a compensare quelle volte che invece sarebbe stato meglio passare.