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Modi diversi di giocare la stessa mano

 


Una mano può essere giocata in tanti modi differenti con esiti che possono rivelarsi anch’essi molto diversi. Nei tavoli dei grandi professionisti, solo una piccola percentuale delle mani si conclude con lo Showdown finale dove tutti i giocatori mostrano il punto.

La maggior parte delle mani si conclude prima, e questo dimostra una cosa fondamentale, non sono solo le due buone carte in mano a fare la differenza, ma soprattutto il modo di giocarle.

E’ normale che due Assi di partenza garantiscono una ottima probabilità di vincita, ma tanti tra i giocatori più bravi al mondo vincono spesso e volentieri delle mani solo con la loro immagine al tavolo e la strategia.

Variare è necessario per non dare punti di riferimento agli avversari. Se si gioca in modo scontato si rischia sempre di essere facilmente letti.

Vediamo adesso alcuni esempi di come un paio di carte possono essere giocate in modi differenti.

1° caso

Il tavolo è six handed (tavolo da 6 giocatori)
La posizione è under the gun + 1, cioè siano penultimi rispetto al bottone.
Le carte in mano Q cuori – J cuori

Facciamo un rilancio standard, ovvero tre volte il grnade buio, il bottone calla mentre i bui passano, rimaniamo noi e il bottone al flop.

Il flop si presenta con J fiori – 8 fiori – 2 quadri
Non è particolarmente rischioso tranne forse per i due fiori, ma avendo top pair (coppia) va bene una puntata standard, quindi 2/3 il piatto. L’avversario decide di fare call

Al turn scende il 3 picche, molto probabilmente questa carta non ha modificato le sorti della mano, quindi, se l’avversario aveva un progetto al flop, al turn non lo avrà certo chiuso
Adesso, o si decide per chiudere qui la mano puntando in modo tale che l’avversario non possa ritenere conveniente il call, in tal caso rimando al calcolo delle pot odds, oppure, se si è sicuri del progetto avversario si può optare sempre per una puntata pari ai 2/3 del piatto per indurlo  a mettere altre chips.

Decidiamo quindi di puntare 2/3, così l’avversario fa ancora call.

Al River scende A picche, abbiamo molto probabilmente ancora il miglior punto.
Adesso bisogna scegliere se puntare in modo non eccessivo, ad esempio metà del piatto per cercare di farci ancora pagare, oppure fare check per indurre l’avversario ad un bluff così da poterlo rilanciare dopo.

2° caso

La mano è la stessa del caso 1, quindi, dopo aver deciso di rilanciare standard al preflop e di puntare di 2/3 al flop, ci ritroviamo in questa situazione:

J fiori – 8 fiori 2 quadri – 3 picche

Adesso, rispetto al caso 1 possiamo provare a fare check per indurre l’avversario a puntare.

Quindi, se l’avversario punta possiamo agire in due modi differenti:

1. fare re-raise. In questo caso vinciamo immediatamente la mano se il giocatore decide di passare, mentre andiamo al river se decide di fare call.

2. Fare call e provare a prendergli altre chips al river.

Analizziamo meglio il punto 2: Così, dopo il nostro call al river esce A picche
Adesso, considerato il nostro check-call al turn, l’avversario potrebbe anche pensare di essere noi a non aver chiuso un progetto e quindi, se al river decidessimo di puntare, lui potrebbe decidere di vedere credendoci in bluff.

3° caso

Analizziamo sempre la stessa mano, tuttavia in questo caso al flop con J fiori – 8 fiori 2 quadri decidiamo solo di fare check.
L’avversario difende la mano e punta, ma noi forti della top pair gli rilanciamo di tre volte la sua puntata.

Anche in questo caso diverse sono le possibili opzioni: Ad esempio il giocatore può desistere dalla mano e foldare, oppure può comunque fare call. In questa seconda circostanza dopo il 3 picche al turn potremmo continuare ad essere aggressivi puntando e mettendo in grosse difficoltà l’avversario.

 
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