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Full Tilt: licenza sospesa, cosa è successo?

 


Da qualche giorno ormai risulta impossibile accedere alla lobby di Full Tilt. Il sito è sempre online, ma risulta impossibile giocare o movimentare denaro sia in prelievi o depositi, non solo per i giocatori Italiani, ma per quelli di tutto il mondo.

Cosa è successo?

L’Alderney Gambling Control Commission, cioè l’ autorità di controllo sul gioco dell’isola di Alderney (Regno Unito), luogo nel quale Full Tilt ha sede legale e ricevuto l’autorizzazione ad operare, ha sospeso la licenza di gioco di Full Tilt Poker.

I motivi precisi non si conoscono perché non sono stati divulgati, si vocifera di gravi violazioni da parte di Full Tilt nella gestione della propria attività. L’udienza è stata fissata per giorno 26 Luglio e quindi per il momento rimane tutto sospeso.

Riamarcando che ancora nulla è certo, che Full Tilt è stata accusata ma ancora non condannata, il processo deve infatti iniziare, da indiscrezioni emergono davvero gravi irregolarità da parte della compagnia. Qualcuno afferma che i vertici della poker room abbiano commesso il grave reato di non tenere separati i fondi della società con quelli dei giocatori.

In breve, Full Tilt non ha tenuto in un conto separato e sicuro il denaro depositato dai giocatori così come imporrebbe la normativa, ma li ha utilizzati in altre attività, probabilmente per generare maggiori profitti.

Cosa rischia?

Di essere condannata e di subire la definitiva revoca della licenza. Non potrà quindi più promuovere i propri prodotti nel Regno Unito e senza una seconda licenza in qualsiasi altra parte del mondo. Ecco perché, nell’attesa di risolvere la questione, la società sta seriamente pensando di trasferire (temporaneamente o definitivamente si vedrà) la propria sede e richiedere una licenza alla Kahnawake Gaming Commission (KGC), così da poter riprendere la sua attività.

Il tutto si dovrebbe concludere in 4 a 8 settimane.

A cosa va incontro Full Tilt

Dopo la prima botta ricevuta dal Governo Americano per l’accusa di frode, riciclaggio e gioco d’azzardo, la credibilità del colosso del poker sembra davvero essersi ridotta e molti sono gli interrogativi.

Sicuramente, dopo i clienti USA si prospetta la perdita di tanti altri giocatori. Qualcuno asserisce che appena la poker room avrà nuovamente la possibilità di far depositare e prelevare, la maggior parte dei giocatori si precipiterà a prelevare mettendo in grosse difficoltà la liquidità dell’azienda con il rischio del fallimento.

Full Tilt è un colosso del poker, fino a qualche giorno fa era considerata seconda forse solo a PokerStrars.com, ma oggi? Gli scenari possibili sono diversi, e nulla si può ancora dire.

Le voci dei concorrenti

Titan Poker ha subito approfittato dell’occasione sbeffeggiando la rivale, proponendo a tanti propri giocatori promozioni e bonus interessanti.
PokerStars invece, principale avversario di Full Tilt, si è preoccupata di avvertire e tranquillizzare i propri giocatori con un comunicato.

PokerStars rassicura i propri giocatori che i loro fondi sono al sicuro e che la Commissione sul Gioco dell’Isola di Man ha ribadito che le licenze di PokerStars in tutto il mondo sono in regola e che le sue operazioni avvengono nel pieno rispetto di tutti i requisiti. A dimostrazione di ciò, tutti i giocatori che desiderano prelevare i propri fondi, compresi quelli statunitensi, possono farlo!

Considerazioni

La vicenda di Full Tilt e quelle passate che hanno interessato società come PokerStars, ci devono insegnare una cosa fondamentale: Mai lasciare più del dovuto sul proprio conto gioco. Attenzione perché anche le poker rooms con licenza AAMS possono creare dei grattacapi.

Esistono infatti tante poker rooms AAMS (ad esclusione di quelle più conosciute e solide) che nascono e muoiono in breve tempo perché non riescono a battere la concorrenza. Queste sono leggi universalmente valide in ogni settore, chi non è in grado di conquistare una fetta del mercato è destinato ad uscire, non può operare sempre in perdita o con bassi profitti. Quando una società di capitali chiude i battenti, viene liquidato il capitale, che nel 99,9% dei casi non basta mai a ripagare tutti (clienti, fornitori ecc ecc) e poi chi si è visto si è visto.

 
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