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Per l’UE non è tutela al consumatore, ma meri interessi fiscali

 


Era chiaro e lampante a tutti, giocatori di poker, operatori del settore, e persino chi non si è mai interessato di poker online, che il sistema di regolamentazione dei giochi online che lo stato italiano stava cercando di far passare come tutela del consumatore, in realtà è solo un sistema che crea ostruzioni al sistema del libero mercato, e che garantisce all’erario maggiori entrate fiscali.

Come tutti ormai sapranno, in Italia, il settore dei giochi online è stato regolamentato in modo da assicurare un vantaggio agli operatori già esistenti (quelli italiani), penalizzando gli operatori stranieri e scoraggiando i players a giocare nei .com

Tutto ciò ha smosso tante società estere che da anni sono entrate in causa con l’Italia, ha fatto emergere forti dubbi sulla reale legittimità del sistema, creato tante perplessità, ed infine fatto infuriare la maggior parte dei giocatori.

Adesso la prova del nove arriva addirittura dall’alto della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, massimo organo giurisdizionale della comunità.

La sentenza della Corte è datata 16 Febbraio 2012, da essa si evincono alcuni punti chiave:

Nessuno Stato membro dell’Unione (e quindi anche l’Italia) può far passare la tutela dei propri interessi specifici economici come tutela del consumatore e prevenzione anti frode.
In breve, non è vero che il sistema che l’italia ha messo in piedi ha come scopo quello di garantire e tutelare il giocatore online, nonché di combattere il gioco illegale, ma solo di assicurare all’erario maggiori entrate dal settore.

Tanti sono i punti contestati dalla Corte che evidenzia come l’Italia ha decisamente mancato di coerenza tra gli obiettivi che da tempo dichiara, e le reali attività svolte e le normative che negli anni sono state emanate. Ad esempio:

1. La legge italiana, da quando il mercato è stato regolamentato, ha illegalmente escluso gli operatori esteri, proteggendo ed avvantaggiando di contro quelli già operanti in precedenza.

2. Se da un lato lo stato italiano ha sempre affermato di voler ridurre le opportunità di gioco, incrementando la lotta alla criminalità, dall’altro ha palesemente dimostrato il chiaro interesse di favorire l’espansione del gioco d’azzardo (tutte le pubblicità che vengono trasmesse in TV ne sono un valido esempio) con lo scopo di incrementare le entrate fiscali.

In conclusione, tutti avevamo capito quello che adesso la Corte di Giustizia conferma, adesso mancano solamente i vertici Italiani che da anni non si rendono conto che i giocatori italiani non sono degli stupidi.

 
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